Agli albori della città, il Foro Romano si presenta come un fondovalle paludoso, racchiuso tra le pendici del Palatino e quelle del Campidoglio, percorso da un rigagnolo, il Velabrum, ed intriso di acquitrini. Gli abitanti dei villaggi capannicoli sulla sommità dei colli usano la sottostante valle per lo più come sepolcreto: un settore della necropoli protostorica (IX-VIII secolo a.C.), con tombe a fossa e a pozzetto, è stato infatti individuato e scavato nei pressi del tempio di Antonino e Faustina.
                             


Solo con la dinastia regia dei Tarquinii, all'inizio del VI secolo a.C., si intraprendono quei lavori che saranno alla base della successiva fortuna della valle del foro come cuore della città: i re etruschi bonificano gli acquitrini incanalando le acque del Velabrum nel più antico condotto fognario della città, la cloaca maxima, quindi provvedono alla pavimentazione della piazza e a numerosi altri interventi, che faranno di quest'area il centro politico, religioso e amministrativo di Roma per tutta l'età repubblicana e fino agli inizi dell'età imperiale, quando il vecchio foro, ormai traboccante di templi, basiliche, monumenti pubblici ed edifici privati, e dunque non ulteriormente edificabile, verrà soppiantato dal complesso dei fori imperiali.
 

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Appuntamento all'ingresso del foro romano in Largo della Salara Vecchia 6 (si trova lungo via dei fori imperiali, all'incrocio con via Cavour). 

Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974;cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo. Costo euro 15 per gli adulti euro 5 per ragazzi fino a 15 anni. Gratuito sotto i 6 anni.

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