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Pietro Berrettini, meglio noto con il nome di Pietro da Cortona, fu uno dei primissimi esponenti del Barocco e una figura decisiva nello sviluppo dell’arte europea del pieno Seicento.

Si formò a Firenze presso la bottega di Andrea Commodi, influenzato dal classicismo dei Carracci e di Guercino e dalla pittura di Lanfranco, riuscendo a sviluppare un linguaggio pittorico in grado di soddisfare le esigenze di una ricca committenza.

Nel 1612 si trasferì a Roma dove ebbe modo di studiare i grandi capolavori della classicità e del Rinascimento, dedicandosi appassionatamente alla riproduzione delle opere di Raffello.

Proprio qui svolse gran parte della sua attività, attirando su di sé l’attenzione di importanti membri del papato, primo tra tutti Urbano VIII Barberini, per il quale realizzò alcune delle più straordinarie opere pittoriche della città, tra le quali possiamo ricordare il grande affresco che decora il soffitto del salone di palazzo Barberini, raffigurante il Trionfo della Divina Provvidenza e gli affreschi della Chiesa di Santa Maria in Vallicella.

 

 

All’attività di pittore il da Cortona seppe coniugare anche quella di architetto, nella quale eccelse al punto da essere annoverato tra le figure di spicco del barocco romano.

Il nostro tour inizia da via del Corso dove visiteremo la Chiesa di Santa Maria in via Lata, la cui facciata fu realizzata dall’artista nel 1662.

L’attenzione del Cortona si rivolse in primo luogo al contesto ambientale: la strettezza della via imponeva infatti di adottare una soluzione più adatta alla visione dell’edificio sacro di scorcio e non frontale; in secondo luogo alle vestigia dell’antico edificio sul quale si ergeva quello moderno, prodigandosi anche per il recupero degli affreschi del VII-IX secolo e delle volte antiche.

Poco distante si erge la Chiesa di San Carlo al Corso nella quale Pietro da Cortona, nominato nel 1665 soprintendente dei lavori di ricostruzione, realizzò la cupola e la decorazione in stucco della volta, ancora oggi gioielli del barocco romano apprezzabili in tutto il loro splendore dalla retrostante piazza Augusto Imperatore.  

 

Altra tappa di questo tour è la Chiesa dei Santi Luca e Martina, raggiungibile superando piazza Venezia e percorrendo un tratto di Via dei Fori Imperiali.

Dopo la nomina a “principe” dell’Accademia di San Luca il grande maestro toscano fu incaricato, nel 1635 su commissione della famiglia Barberini, di rinnovare l’edificio sacro realizzando una facciata su due ordini di colonne e pilastri corinzi e ionici e disegnando l’impianto a croce greca.

Ultimati i lavori di ammodernamento nel 1664 il da Cortona ottenne di ricavare nella cripta la cappella di famiglia, evento che permise di fare un’importante scoperta: il ritrovamento, al di sotto dell’altare, di una cassa contenente le reliquie di alcuni santi tra i quali figurava Santa Martina.

Da qui raggiungeremo piazza Navona e visiteremo la Chiesa di Santa Maria della Pace, restaurata per volere di papa Alessandro VII il quale ne affidò i lavori al Nostro, il quale si occupò anche di progettare la facciata convessa, preceduta da un portico a semicerchio sorretto da colonne doriche.

Per realizzare l’ambizioso progetto l’artista, con l’approvazione del pontefice, fece demolire le case limitrofe alla costruzione e buona parte del vicino Palazzo Gambirasi e creò la piazzetta antistante.

Questo intervento contribuì a rimodellare il contesto urbano in cui l’edificio sacro è inserito.

 

 

 

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