La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, risalente al V secolo, sorge al di sopra del complesso di domus romane del Celio, dove era collocata la primitiva e relativa domus ecclesiae. Quest’ultima, in generale, era un ambiente ricavato all’interno di una casa privata ed in cui, segretamente, si riunivano a pregare i primi cristiani, fino al III secolo d. C., periodo in cui iniziarono a sorgere i primi edifici di culto, successivamente all’Editto di Milano, sancito nel 313 d.C. La tradizione vuole che questa domus in particolare, fosse quella in cui erano vissuti e furono sepolti i due santi intitolatari e dove a tutt’oggi è situata una piccola cappella, detta Confessio, che ricorda il luogo della loro primigenia sepoltura.

Erano due fratelli e soldati romani, morti martiri, nel 392 d.C., per mano di Giuliano l’Apostata, che si erano convertiti al Cristianesimo e abitavano proprio in questa domus.

 

 

La chiesa originaria fu gravemente danneggiata durante il sacco di Roma, nel 410, e poi, ancora, nel 1084 dai Normanni. Negli anni a venire, subì ulteriori danni a causa di un evento sismico.Fu, dunque, ricostruita perdendo le sue caratteristiche primarie, tipiche della basiliche della paleocristianità e, ad oggi, si presenta, all’interno, in stile prevalentemente barocco, documentando un restauro settecentesco da parte degli architetti Antonio Canevari e Andrea Garagni, per volere del cardinale Fabrizio Paolucci. Infatti, è ricca di decorazioni e presenta una serie di grandi lampadari, peculiarità per cui gli è valsa anche la denominazione, per l’appunto, di “chiesa dei lampadari”.

 

Esternamente, negli anni Cinquanta del Novecento, è stato recuperato l’assetto iniziale che mostra una facciata pulita ed essenziale, con portico con antiche colonne relativo al nartece, e cioè la zona antistante al portale principale che si presenta in stile cosmatesco (come parte del pavimento interno) e adornato da due splendidi leoni, risalenti al XII secolo. Nell’abside, è possibile ammirare gli affreschi raffiguranti il Martirio dei Santi Giovanni e Paolo e la Conversione di San Terenziano opere di Domenico Piastrini, Giacomo Triga e Pietro Andrea Barbieri. Ad adornare la cupola, il grande e luminoso affresco raffigurante Cristo in gloria, opera secentesca del Pomarancio. All’interno di questa basilica è situata la sepoltura di San paolo della Croce, fondatore dell’Ordine dei passionisti.

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