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Nel centro di Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, si resta affascinati dal Caffè Canova Tadolini, un tempo “studio di scultura”. 

La storia di questo luogo ha inizio nel gennaio del 1818, quando il celebre scultore Antonio Canova, firmò il contratto di locazione del suo atelier a favore dell’allievo prediletto ed erede spirituale Adamo Tadolini. 

L’immobile si sviluppava su due livelli: al pianoterra si estendeva l’atelier, mentre il piano superiore era adibito ad abitazione.

 

 

Fino al 1967 lo studio è rimasto in possesso di quattro generazioni di scultori appartenenti alla famiglia Tadolini, ai quali va riconosciuto il merito di aver tramandato e valorizzato l’eredità artistica del talentuoso avo e del suo maestro, offrendo contributi ed esercizi scultorei degni di nota. 

Questa dimora d’artista, custodita perfettamente per 150 anni, ha conosciuto un periodo di abbandono all’indomani della scomparsa dell’ultimo scultore, Enrico. Solo alla fine degli anni ’90 del secolo scorso la nota Galleria antiquaria Benucci si è adoperata per acquistare tutte le opere ivi conservate. Al fine di​salvaguardare e far conoscere l’inestimabile patrimonio nacque l’idea di creare dapprima una caffetteria e poi un ristorante, nel quale gli appassionati d’arte potessero consumare i loro pasti tra bozzetti e sculture. 

Gli ambienti conservano ancora oggi calchi in gesso di opere esposte nei musei di tutto il mondo, sculture in marmo e bronzo, strumenti del mestiere, esercitazioni anatomiche e modelli preparatori, disposti secondo il casuale accostamento originario, ai quali si affianca il laboratorio, rimasto anch’esso intatto. 

 

 

Nella collezione, esposta senza alcun criterio di catalogazione, gli straordinari capolavori del Canova e di Adamo dialogano con le opere di sapore romantico o di carattere più intimo degli eredi Tadolini, in un confronto-incontro tra l’eleganza tipicamente neoclassica e il gusto borghese del XX secolo, preservandol’atmosfera originaria, che il restauro conservativo ha lasciato inalterata. 

Tra i circa 500 pezzi conservati meritano di essere menzionati, oltre a opere del Canova come la Danzatrice con cembali, il Torso di Paolina Borghese e la Venditrice di amorini, anche il bozzetto di Santa Francesca Cabrini, la cui statua marmorea si trova presso la basilica di S. Pietro, realizzato da Enrico Tadolini e il bozzetto del monumento a Leone XIII di Scipione Tadolini, la cui trasposizione in marmo è esposta in San Giovanni in Laterano.

 

 

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