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L'Appia è un tracciato che ci dà la possibilità di compiere un viaggio millenario nella storia di Roma, dei suoi riti, dei personaggi la cui eco è giunta fino a noi.

 

 

L'Appia fu costruita dal Console Appio Claudio nel 312 a.Cper motivi militari e commerciali, e proseguita in seguito fino a Brindisi.

Nel tratto extraurbano, essa preserva il fascino intatto di quando, a partire dal Settecento, i nobili Europei venivano ad ammirarla seguendo gli itinerari del Grand Tour.

La nostra visita inizia davanti alla Basilica di San Sebastiano, famosa per le sue Catacombe, tra le più estese della zona. Sarà un'occasione per parlare della Memoria degli Apostoli Pietro e Paolo, le cui reliquie furono qui traslate nel III secolo d.C. onde evitare che fossero trafugate o disperse sotto la persecuzione dell'Imperatore Valeriano. La Chiesa di stile barocco conserva lo splendido busto del "Salvator Mundi" opera del Bernini. 

Poco oltre, incontreremo le rovine della Villa di Massenzio, anch'egli innamorato di questa Via al punto da volervi realizzare una fantastica residenza di campagna, dotata di un circo lungo quasi 600 metri per il piacere suo e della sua corte. Qui venne sepolto il figlio di appena nove anni, Romolo, il cui imponente mausoleo è a tutt'oggi conservato, inserito nel nucleo di un casale del '600. 

Ammireremo più oltre l’imponente ed elegante mausoleo di Cecilia Metella, con la sua fantastica decorazione ancora conservata sul tamburo della tomba e da cui deriva il toponimo di questa zona: "Capo di Bove". Cecilia Metella era probabilmente la nuora del Licinio Crasso, che con Cesare e Pompeo formò il primo Triumvirato.  All’inizio del XIV la famiglia Caetani acquistò le terre su cui sorgeva il monumento, fece erigere una cinta muraria che racchiudeva una chiesa, un palazzo e un torrione innalzato sulla mole della tomba di Cecilia Metella.

 

 

 


Siamo qui ai limiti di una proprietà che nel II secolo d.C. apparterrà ad un retore greco, Erode Attico, il quale la ereditò da sua moglie Annia Regilla alla sua morte. La figura di Erode è legata all'assassinio della povera Annia in stato di gravidanza; riuscì a farla franca grazie all’ amicizia che lo legava all'imperatore Marco Aurelio. 
Parleremo di questo femminicidio così come parleremo dell'assassinio dei fratelli Quintili, ad opera dell'imperatore Commodo, che voleva a tutti i costi la loro villa, di cui raggiungeremo l'entrata prospiciente l'Appia e dove avrà termine la nostra passeggiata. 

Appuntamento di fronte alla Basilica di San Sebastiano. Quota di partecipazione: euro 15 a persona per gli adulti, euro 6 per i minori di 18 anni; gratis sotto i 6 anni.

Durata 3 h. Per informazioni e prenotazioni inviare sms o chiaamre il 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

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