La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è uno dei musei più interessanti della capitale per chi ama conoscere le manifestazioni artistiche sviluppatesi tra fine Ottocento e Novecento. Sorge nel pieno centro cittadino, alle spalle di Villa Borghese, in uno splendido edificio situato in via delle Belle Arti.

L’idea di questo museo nacque subito dopo l’Unità d’Italia, nel 1883, e subì differenti spostamenti di location fino a giungere nel 1915 a quella attuale.

La mission di questa istituzione era quella di conservare e valorizzare i capolavori d’arte più rappresentativi dell’epoca in campo italiano, aprendosi poi anche ad artisti stranieri.

 

 

Al suo interno sono custodite opere dei più grandi autori del tempo come Carrà, de Chirico, Carena, Casorati, Capogrossi, Scipione, Cavalli, Afro, Severini, Trombadori, Morandi, Carlandi, Sartorio, Coleman e poi Pellizza da Volpedo, Favretto, Signorini, Fattori, Modigliani, Boccioni, Braque, Balla,  Duchamp, Man Ray, Kandinskij, Ernst, Donghi e molti altri.

Tra i capolavori più interessanti è sicuramente annoverabile l’”Ercole  e Lica” di Antonio Canova, custodito, appunto,  nella sala che riprende il nome del semidio. In questa scultura, l’artista si rifà all’Ercole Farnese, opera ellenistica del III secolo, conservata presso il Museo Archeologico di Napoli.

L’ispirazione è ben visibile nella torsione del busto e nel delicato drappeggio che lo ricopre.

Di Vittorio Corcos è presente il capolavoro “Sogni”, opera del 1896, raffigurante un giovane donna, si dice amata dall’artista, in una posa assai particolare, quasi irriverente per certi aspetti, ad interpretare i sogni, appunto, e le aspirazioni della ragazza per il suo futuro. Francesco Hayez, noto per il suo famoso e patriottico “Bacio”, è presente con il dipinto “I Vespri Sicilliani” del 1846.

Ancora, nella Sala Saffo, dedicata alla nota poetessa greca, sono esposti due meravigliosi dipinti di uno dei maggiori esponenti della corrente dei Macchaioli, Giovanni Fattori: “Ritratto delle prima moglie” del 1865 ed un bozzetto raffigurante la Battaglia di Magenta.

Sempre nel medesimo salone è presente il padre del Purismo italiano, Silvestro Lega, con l’opera “La visita” del 1868.

Di grande interesse è la Sala Morelli dedicata all’omonimo artista napoletano (il cui nome di battesimo era Domenico), in cui è possibile ammirare alcuni suoi capolavori, tra cui spicca “il notissimo “Le tentazioni di Sant’Antonio” del 1878.

La Sala del Giardiniere custodisce diversi nomi di ampio interesse: dal già citato Corcos a Boldini, pittore degli splendidi ritratti femminili, da Monet a Cezanne, da Degas al pugliese De Nittis.

Anche l’olandese Van Gogh è qui presente con due opere: “Il Giardiniere” (noto anche come “Contadino provenzale”), del 1889, dai colori brillantissimi e la famosissima “Arlesien” del 1890, dai colori scuri e decisi.

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