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La chiesa di Sant’Andrea della Valle è collocata nel sito dove un tempo si ergeva quella intitolata a San Sebastiano, nel Rione Sant’Eustachio. 

La costruzione dell’edificio dedicato al santo patrono di Amalfi fu promossa nel 1582 dalla duchessa Costanza Piccolomini che nel frattempo aveva lasciato in eredità ai padri Teatini il palazzo di famiglia. 

I lavori iniziarono nove anni dopo su progetto di Pietro Paolo Olivieri per volere delcardinale Alfonso Gesualdo e furono ripresi nel 1608 dal cardiale Alessandro Peretti Montalto sotto la direzione di Carlo Maderno. 

La chiesa, consacrata nel 1650, fu oggetto di ulteriori interventi nel 1656-65, quando l’architetto Carlo Rainaldi, attenendosi al disegno del suo predecessore, realizzò l’imponente facciata su due ordini separati da un massiccio cornicione e decorata da eccellenti maestranze: sul portale, sovrastato da un monumentale finestrone, trova posto lo stemma della famiglia Peretti circondato dalle personificazioni della Speranza e della Prudenza, realizzate da Giacomo Antonio Fancelli; all’interno delle nicchie trovano postole statue dei santi Gaetano e Sebastiano di Domenico Guidi e Sant’Andrea apostolo e Sant’Andrea Avellino realizzate da Ercole Ferrara. 

 

 

Il vero capolavoro di questo edificio è senza dubbio la cupola realizzata dal Maderno – coadiuvato tra gli altri da Borromini – recante nella parte interna le raffigurazioni degli evangelisti e il ciclo con le Storie di Sant’Andrea, Virtù e due nudi realizzati dal Domenichino tra il 1623 e il 1628. 

L‘interno, a croce latina, conserva numerose opere d’arte tra le quali è d’obbligo menzionare quelle del presbiterio e dell’abside, poiché costituiscono uno dei più alti esempi di decorazione barocca, con gli straordinari affreschi realizzati da Mattia Preti raffiguranti la Crocifissione, Martirio e Sepoltura di Sant’Andrea; i dipinti parietali e le statue. 

 

 

Di particolare interesse artistico sono anche le cappelle laterali, opera di eminenti artisti: la prima a destra, la cappella Lancellotti, fu progettata da Carlo Fontana e ornata con sculture del Raggi; la cappella Strani, opera summa di Giacomo Della Porta; la cappella Barberini decorata con le sculture raffiguranti S. Giovanni Battista, opera di Pietro Bernini e Santa Marta, realizzata da Francesco Mochi e infine la cappella Ruccellai che ospita la tomba di Monsignor della Casa, autore del “Galateo” e i dipinti quasi perduti del Pomarancio. 

 

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