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Tra le strade di Roma, all’interno di alcune palazzine storiche hanno sede le cosiddette case-museo, delleparticolari tipologie di abitazioni dove pittori, musicisti e letterati hanno vissuto e lavorato fino alla morte, e che poi sono state trasformate in musei aperti al pubblico. 

Tra le tante dimore d’artista presenti nella città eterna vi è quella di Giorgio de Chirico, sita al quarto e ultimo piano di un palazzetto seicentesco in Piazza di Spagna, dove il grande pittore metafisico visse dal 1947 fino al 1978, anno della sua morte. 

L’abitazione era stata concepita dall’artista come una galleria privata, nella quale esporre sempre e solo i suoi quadri realizzati dalla fine degli anni Venti fino alla metà degli anni Settanta, molti dei quali erano stati dipinti nell’atelier all’ultimo del palazzetto, dove cavalletti, pennelli sporchi e tavolozze gettate alla rinfusasono rimasti dove li aveva lasciati il Maestro.

La Casa-museo Giorgio de Chirico è stata aperta al pubblico nel 1998, a vent’anni dalla sua morte dopo un attento restauro filologico condotto dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, nata nel 1986 per impulso di Isabella Pakszwer Far, la seconda moglie dell’artista. 

 

 

Altra dimora d’artista da menzionare è l’abitazione, in Lungotevere della Vittoria, nella quale lo scrittore Alberto Moravia si era trasferito nel 1963 con la compagna Dacia Mariani.

L’appartamento, all’ultimo piano di un palazzo anni Trenta affacciato sul Tevere, riflette la passione del letterato per l’arte, in particolare per la pittura, come si evince anche dalla collezione, composta da oltre 400 opere, tra dipinti e oggetti acquistati durante i viaggi oltreoceano o donati dagli amici artisti. 

Nel 1990, all’indomani della morte del letterato, la dimora diventa sede dell’Associazione Fondo Alberto Moravia, che gestisce l’Archivio e la Biblioteca dello scrittore. 

Nel 2010 apre al pubblico come casa-museo del circuito Musei in Comune di Roma.  

 

Di tenore opposto alle precedenti è la dimora abitata da Mario Praz dal 1969 al 1982, sita al terzo piano di Palazzo Primoli, trasformata dal celebre anglista, critico e saggista romano in una tipica casa ottocentesca, ricolma di oggetti d’arte acquistati in oltre sessanta anni di appassionato collezionismo. 

La trasformazione in casa-museo è stata voluta da Praz stesso, il quale in occasione del suo ottantaquattresimo compleanno redasse un testamento nel quale dichiarava la volontà di donare allo Stato italiano l’appartamento e gli oggetti ivi conservati, così da garantire che questo patrimonio rimanesse integro e fosse conservato come in un museo. La Fondazione Primoli, alla quale la dimora afferisce, una volta ricevuto il lascito testamentario ha provveduto a mettere in atto tutte le operazioni necessarie all’apertura al pubblico, avvenuta nel 1995, grazie all’ausilio di una ricca documentazione. 

 

La casa-museo di Luigi Pirandello, sita in via Bosio, è l’ultima abitazione dello scrittore e dal 1962 è sede dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Italiano Contemporaneo, al quale è affidata la custodia del patrimonio storico-artistico, la tutela e la valorizzazione dell’immobile. 

Vero gioiello del villino, a pochi passi da Villa Torlonia, è lo studio-salotto nel quale ricevette la notizia del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, alle cui pareti corrono le librerie in stile razionale e dipintirealizzati dal figlio Fausto e dallo stesso Pirandello. 

 

 

Altrettanto interessante è la Casa-museo Balla, in via Oslavia, nel quartiere della Vittoria, nella quale l’artista futurista si trasferisce con la famiglia nel 1929. Ben presto la dimora diventa un’importante officina di idee e laboratorio d’arte, in linea con quanto dichiarato nel manifesto sulla Ricostruzione futurista dell’Universo, firmato nel 1915 da Balla e Depero, i due capostipiti del movimento futurista.

Dal 1958, anno della morte di Balla, fino agli anni Novanta la dimora è stata abitata e custodita dalle due figlie, continuando a rappresentare un importante luogo di incontro e scambio di idee per artisti e letterati.

Al fine di rendere visitabile questo importante gioiello nel cuore di Roma sono stati promossi nel corso degli anni lavori di restauro, studio e messa in sicurezza della dimora e delle opere conservate, ad opera del MAXXI e della Soprintendenza Speciale di Roma, la cui instancabile attività si è conclusa nell’autunno scorso con l’apertura al pubblico della Casa-Museo Balla e l’organizzazione di una mostra dedicata all’artistanegli spazi del Museo nazionale delle arti del XXI secolo. 

 

 

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