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La chiesa di Santo Spirito in Sassia, sita nel rione Borgo, fu costruita nel XII secolo sul sito della cosiddetta schola Saxonum, fondata nell’VIII secolo dal re Ine del Wessex, trasferitosi a Roma dall’Inghilterra. 

La schola era un istituto di accoglienza per i pellegrini provenienti dalla Sassonia, accanto al quale, nel XII secolo, sorse una chiesa poi unita al vicino ospedale del Santo Spirito per ordine di papa Sisto IV. 

Nel 1198, per volere di Innocenzo III, alla chiesa venne affiancato il primo ospedale di Santo Spirito in Europa, eretto su progetto di Guido di Montpellier, fondatore della Fraternità degli Ospedalieri di Santo Spirito in Francia. 

L’edificio sacro nel 1527 subì dei danni causati dai tumulti del Sacco di Roma e fu poi ricostruito da Antonio da Sangallo il Giovane con il contributo di Giulio Cesare Gonzaga, che qui fu sepolto. 

La chiesa fu poi consacrata il 17 maggio 1751, dal vescovo Francesco Maria Piccolomini.

 

 

La facciata, preceduta da un ampio sagrato e ricostruita nel 1585-1590 per volere di Sisto V, è caratterizzata da due ordini, con paraste di ordine corinzio che dividono il livello inferiore in cinque campate e quello superiore in tre, e un rosone circolare al di sopra del quale campeggia lo stemma papale. 

All’interno l’edificio è composto da un’unica navata centrale, affiancata da cinque cappelle semicircolari per lato, sormontata da un soffitto ligneo policromo a cassettoni e impreziosita da affreschi realizzati tra il XVI e il XVII secolo, raffiguranti scene evangeliche legate alla guarigione del corpo e dello spirito.

Tra i dipinti murali sono degni di nota i capolavori di Livio Agresti, che decorano la cappella Gonzaga e quella della Trinità, raffiguranti scene bibliche e nella volta la Visitazione, l’Annunciazione e L’Incoronazione di Maria. 

Nel corso dei secoli l’edificio sacro fu oggetto di campagne di restauro, sotto i pontificati di Benedetto XIV (1740-1758) e Pio IX (1846-1878), e nuovamente nel 1950-1958.

Sul retro della chiesa svetta un massiccio campanile quattrocentesco, il cui asse differisce da quello dell’attuale edificio sacro.

Nella basilica ha sede anche il Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, istituito dal Cardinale Camillo Ruini nel 1994, il cui culto è strettamente legato alla figura della Beata Suor Faustina Kowalska, Apostola della Misericordia.

 

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