La basilica dei Santi Cosma e Damiano è il primo luogo di culto cristiano costruito nell’area del Foro romano. 

L’edificio, sorto sui ruderi dell’antica Biblioteca Pacis e della rotonda appartenente all’edificio noto come Tempio di Romolo, fu trasformato in chiesa da papa Felice IV nel 527, a seguito di una donazione fattagli da Amalasunta, figlia di Teodorico.  

Il pontefice decise di dedicare la chiesa ai due medici martirizzati nel 303, e per questo nota anche come “Basilica beati Felicis”.

Nel corso dei secoli la basilica subì numerose modifiche: fu ampliata nel 695 sotto Sergio I e nel 772 da Adriano I per essere adibito a centro di accoglienza per gli indigenti finché, nel 1512, la custodia venne affidata dal cardinale Alessandro Farnese ai Francescani del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, i quali effettuarono una serie di restauri e di ampliamenti.

 

 

Al pontificato di Clemente VIII risale il lavoro di stabilizzazione strutturale dell’edificio e di creazione delle sette cappelle che si aprono ai lati della navata.

L’ultimo intervento risale al 1632 quando Urbano VIII affidò all’architetto Luigi Arrigucci l’incarico di rinnovare totalmente la chiesa, rialzando di ben 7 metri il pavimento, determinando così la creazione di una chiesa inferiore e una superiore, e demolendo le mura romane. Tale decisione si rese necessaria per via del carattere malsano e acquitrinoso in cui versava il Foro Romano. 

Nello stesso periodo i francescani commissionarono ad Orazio Torriani la costruzione dell’edificio conventuale a destra dell’edificio sacro.

L’interno, a navata unica, è impreziosito dallo straordinario soffitto a cassettoni dipinto recante lo stemma Barberini – tre api dorate su fondo azzurro – e la Gloria dei Santi titolari.

Il vero gioiello della chiesa è l’abside decorata con straordinari mosaici: nel catino absidale è raffigurato il Redentore circondato dai santi Cosma, Damiano, Paolo, Pietro, Teodoro e papa Felice IV che presenta il modellino della chiesa, sull’arco trionfale è visibile una rappresentazione dell’Agnello pasquale fra i sette candelabri, angeli e simboli degli evangelisti. 

 

 

 

Degno di nota è il presepe napoletano, risalente al XVIIII secolo e donato negli anni Trenta da un cittadino di origine partenopea, esposto nel vestibolo del convento annesso all’edificio sacro. Nel 1988 l’opera è stata oggetto del furto di alcuni suoi elementi e dopo un attento restauro e integrazione è tornata ad essere visibile nel 1994. 

I sotterranei, corrispondenti alla basilica inferiore, conservano parte del pavimento precosmatesco e l’eccezionale mosaico absidale del tempo di Felice IV e le spoglie dei santi titolari. 

L’ingresso da via dei Fori imperiali risale alla risistemazione del 1947 quando la vecchia entrata dal portale del cosiddetto Tempio di Romolo venne chiusa e sostituita.

Appuntamento su Via dei Fori Imperiali 1, costo servizio guida euro 12 a persona per gli adulti, euro 8 per i minori di 18 anni, gratuito sotto i 6 anni. La visita ha una durata di 1h e 30, per informazioni e prenotazioni scrivere a: segreteria@romoloeremo.com oppure chiamare il 3281640180.

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Data Prezzo
Data: 29/10/2022 (sabato) - ore 15:00 Prezzo: 13,00 €
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