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In occasione del 150º anniversario dalla nascita del pittore e teorico futurista Giacomo Balla, riapre al pubblico per tutto il mese di dicembre, Casa Balla, la dimora nella quale egli visse e lavorò dal 1929 al 1958.

Nel 1929 la famiglia Balla, composta dal pittore, dalla moglie Elisa e dalle due figlie, Luce e Elica (anch’esse pittrici), si trasferì nell’appartamento al quarto piano di una palazzina in via Oslavia, nel quartiere Della Vittoria, trasformandolo ben presto in un’officina di idee e laboratorio d’arte, in linea con quanto dichiarato nel manifesto sulla Ricostruzione futurista dell’Universo, firmato nel 1915 da Balla e Depero, i due capostipiti del movimento futurista. 

Appena varcata la soglia di questa casa d’artista, il cui accesso avviene attraverso un portone recante la firma/targhetta FuturBalla, il visitatore si trova circondato da mobili e arredi decorati, pareti e porte dipinte, quadri e sculture, abiti disegnati e cuciti a casa, utensili autocostruiti e tanti altri oggetti rappresentativi della produzione artistica di questa famiglia di artisti.

 

Alla morte del pittore, avvenuta nel 1958, la dimora venne abitata e custodita dalle due figlie, continuando a rappresentare un importane luogo di incontro e scambio di idee per artisti e letterati, fino agli anni Novanta, con la scomparsa di Elica e Luce. La casa-museo pur rimanendo chiusa, nel 2004 fu dichiarata un bene di interesse culturale e sottoposta al vincolo di tutela e in questo stesso anno fu oggetto di un primo interventodi restauro. Nel corso degli anni sono seguiti ulteriori lavori di restauro, studio e messa in sicurezza delladimora e delle opere conservate, promossi dal MAXXI e dalla Soprintendenza Speciale di Roma. 

Le opere esposte e conservate negli ambienti, ripercorrono la carriera dell’artista, dal periodo iniziale come pittore figurativo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, passando per la fase dominata dall’ideologia futurista degli anni Dieci-Venti, fino al ritorno alla pura rappresentazione del reale degli ultimi anni. 

 

 

 

Degni di nota sono i disegni e i bozzetti preparatori recentemente restaurati, le opere realizzate da Luce ed Elica e il soggiorno-atelier abitato ancora dai cavalletti e pennelli. 

La riapertura della casa-museo fa parte del programma Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno avviatodal MAXXI che ha previsto anche l’allestimento di una mostra dedicata ai Balla nella galleria cinque delmuseo, con il fine di istituire un confronto-dialogo tra gli oggetti provenienti da Casa Balla e straordinarie opere di design appositamente realizzate da artisti italiani e stranieri.

 Luce, colore e movimento sono gli ingredienti principali di questo caleidoscopico progetto creativo che è Casa Balla. 

 

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