La storia della città di Roma è legata anche a simbologie e stemmi araldici, che ne ricordano le vicende e le famiglie che ne fecero grande la storia nel corso dei secoli.

Per percorrere in questo senso la sua millenaria storia, è necessario partire dai primordi e dall’ episodio mitologico legato alla sua fondazione, visitando i Musei Capitolini, per ammirare un’importante scultura e cioè la famosissima Lupa capitolina (che allatta i gemelli Romolo e Remo). Quest’opera in bronzo è datata tra il V secolo e il Medioevo e fu donata da papa Sisto IV alla città. Era inizialmente collocata sulla facciata del palazzo dove oggi è custodita. Solo successivamente, furono aggiunti i due gemelli che vengono attribuiti all’artista fiorentino Antonio Benci, meglio noto come Pollaiolo.

 

La lupa ripercorre la famosa vicenda della nascita dei due gemelli, fondatori di Roma, dall’amore tra la vestale Rea Silva e il dio della guerra Marte.

Tra gli altri simboli legati al mondo animale e visibili a Roma è da annoverare l’aquila, mitologicamente legata al dio più importante dell’olimpo, Giove, e che nella cristianità verrà assorbita come emblema cristologico. Esso è anche connesso alle insigne imperiali, ma anche ad una nota e potente famiglia, quella senese dei Borghese. Molti i luoghi importanti legati a questa casata, che ebbe anche un pontefice nella figura di Paolo V: tra questi, l’omonima Galleria nel cuore della città, in cui è possibile ammirare una stupefacente collezione di opere d’arte, custodite nelle sale di quello che un tempo era loro residenza, immersa in un’ampia area verde, oggi luogo suggestivo per lunghe e rilassanti passeggiate.

 

Le api (tre, per la precisione su fondo azzurro) invece, erano simbolo di un’altra importante famiglia, quella dei Barberini, anche loro legati ad una figura papale che fece molto discutere, Urbano VIII. Le loro insegne araldiche, legate tra l’altro, alla virtuosità dell’operosità, sono ben visibili anche in alcune opere d’arte, tra cui la fontana del Tritone del Bernini (1642-43) e sulla Fontana delle api, celebrativa proprio della famiglia, sempre dello stesso artista (1644), che lungamente e proficuamente collaborò con questi.

La colomba, simbolo di purezza, pace e castità, associato alla dea Venere, è invece emblema animale scelto dalla famiglia Pamphilij, che è collegata al nobile palazzo in Via del Corso, a due passi da Piazza Venezia, ed in cui è conservata un’ enorme e preziosissima collezione d’arte tutta da visitare.

 

 

La famiglia Spada, la cui storia si intreccia con il cinquecentesco palazzo (di cui è notissima la galleria prospettica del Borromini) sede della Galleria Spada, appunto, in Piazza Capo di Ferro, recava, invece, nel proprio stemma araldico ben quattro animali: due leoni rampanti e due leopardi, simboli di forza, di coraggio e nobiltà d’animo. Ancora il toro dei Borgia, simbolo di potenza, che ci ricorda tra le varie figure illustri di questa famiglia, quella di Alessandro VI, a cui si deve la trasformazione di Castel Sant’Angelo in vera e propria fortezza.

 

 

Altro animale in cui ci si imbatte visitando la splendida Roma è l’elefantino (detto anche Pulcino di Minerva) opera del lombardo Ercole Ferrata su disegno del Bernini, in Piazza della Minerva. Esso regge sulla groppa uno degli otto obelischi egizi che negli anni sono stati trasportati a Roma.

L’opera risultava essere omaggio alla sapienza del papa Chigi, Alessandro VII, come recita la scritta sul suo basamento.

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