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Il Ludus Magnus era la più grande e importante palestra dei gladiatori, costruita a fianco del Colosseo da Domiziano per consentire sempre più spettacolari cacce di animali e lotte gladiatorie. Questo spazio comunicava con l’anfiteatro tramite una galleria sotterranea che giungeva direttamente al centro dell’arena. 

Nel Ludus potevano alloggiare circa mille gladiatori, sistemati in piccole celle su tre piani del cortile, che riproducevano un anfiteatro in miniatura. 

In questo enorme ambiente i gladiatori venivano preparati ai combattimenti nell’arena, tramite una faticosa preparazione fisica e psicologica, una dieta equilibrata a base di orzo, oltre a massaggi, visite mediche regolari e soprattutto un allenamento molto intenso sotto la guida dei doctores, ex gladiatori che svolgevano il ruolo di maestri. 

 

 

I nomi di questi lottatori e il loro armamento erano vari: i mirmillones erano armati di spada corta (il gladius) e difesi da uno scudo rettangolare chiamato scutum; i traces usavano un armamento tipico della loro terra d’origine, ovvero una spada a lama ricurva, uno scudo e un elmo crestato, infine i secutores, incaricati di inseguire i retiarii, pur avendo un armamento simile ai mirmilloni, presentavano elmi e scudi con superficie lisci e tondeggiante, tale da non dare appigli alle reti dei retiarii inseguiti, armati a loro volta di un tridente e una spada.

Una categoria a parte era quella degli equites, che aprivano solennemente i giochi entrando a cavallo nell’arena vestiti con una tunica, armati di lancia e di una lunga spada. Insieme ai provocatores, potevano combattere solo contro gladiatori della loro stessa classe, mentre tutti gli altri combattimenti gladiatorii opponevano coppie di differenti categorie.

 

 

All’estremo opposto si può invece collocare la massa dei catervarii, che entravano confusamente nell’arena trasformando la consueta tipologia dei duelli in una rissa disordinata. 

Gli spettacoli erano organizzati da gruppi di imprenditori, i lanistis, ai quali i gladiatori prestavano giuramento e affidavano letteralmente la propria vita, resi riconoscibili da una bacchetta (virga) che simboleggiava il comando. 

Oltre al Ludus Magnus l’imperatore Domiziano fece costruire altri edifici, tutti simili e dotati di arena, cavea e ambienti porticati. 

Accanto a questa importante palestra si trovavano: il Ludus Dacicus, in origine destinato ai prigionieri delle guerre in Dacia e poi estese a qualsiasi gladiatore, collocato tra le terme di Traiano e il Ludus Magnus; il Ludus Gallicus, riservato ai lottatori gallici, costruito ai piedi del tempio del Divo Claudio; Ludus Matutinus, usato per le lotte con le belve che si svolgevano di mattina, presumibilmente posto sul Celio, tra il tempio del Divo Claudio e vicus Capitis Africae e infine il Ludus Aemilius, la caserma dei gladiatori di proprietà del console Lepido, poi traformato in uno stabilimento balneare.

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