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La città di Viterbo è nota per il suo aspetto medievale ancor oggi conservato, ma le sue origini sono molto più antiche. Fu un centro etrusco, come dimostrano le necropoli sparse sul territorio e le tracce degli insediamenti sul colle, poi una modesta colonia romana. Il re longobardo Desiderio la fortificò per farne la base della conquista romana e in questo secolo la città è indicata come Castrum Viterbii. 

A lungo contesa tra Papato e Impero, la sua importanza ha avuto inizio tra l’XI e il XII secolo quando si eresse a libero comune e crebbe in importanza e prestigio. 

Nella seconda metà del Duecento si arricchì di palazzi, chiese e fontane, chiusi all’interno di una possentecinta muraria in gran parte conservata; diventò uno dei centri religiosi ed economici più importanti d’Italia. All’epoca di Federico II ci furono vari disordini e in questo clima svolse la sua missione Santa Rosa, tuttora celebrata con la famosa “Macchina” il 3 settembre di ogni anno. 

 

 

Nel 1254 papa Alessandro IV non sentendosi più al sicuro a Roma, si trasferì a Viterbo, risiedendo nel Palazzo Papale, dove si svolse la famosa elezione di papa Gregorio X dopo ben 33 mesi durante i quali i cardinali, indecisi su chi eleggere, furono chiusi cum clave nel salone, da cui la parola “conclave”.

Con l’allontanamento dei papi, la città perse il suo prestigio. Il XV secolo si aprì con una terribile pestilenza; risale a questo periodo la decorazione della Cappella Mazzatosta, uno dei cicli di affresco più interessante, nella chiesa di Santa Maria della Verità.

La città attraversò quasi in letargo i secoli XVII e XVIII. Nel 1870 le milizie di Vittorio Emanuele II entrarono a Viterbo e la cittadinanza votò all’unanimità l’annessione al Regno d’Italia. 

Il 1° gennaio 1927 Viterbo fu riconosciuta capoluogo di Provincia.

Nei secoli la città cresciuta si è modificata, ma ha mantenuto intatti i tratti peculiari dell’epoca medievale in cui aveva rivestito un ruolo tanto importante, tratti rilevabili in massima parte e perfettamente conservati nelmagnifico quartiere di San Pellegrino. E’ ancora oggi cinta di mura medievali turrite, aperte in sette porte che racchiudono al suo interno splendidi palazzi signorili: il Palazzo dei Papi con la sua celebre loggia, il Palazzo dei Priori con i pregevoli affreschi di Baldassarre Croce, Palazzo degli Alessandri, Palazzo Chigi, Palazzo Gatti. Numerose le chiese, dalla medievale Santa Maria Nuova con gli affreschi del Pastura, alla barocca Chiesa del Gonfalone, al Duomo di San Lorenzo, solo per citarne alcune.

 

 

Molteplici anche le fontane, tanto da meritarsi nell’antichità gli appellativi di “città delle fontane e delle belle donne” e di “città dalle cento torri e dalle cento fontane”. Tra le originali fontane a fuso, una delle più antiche è la medievale Fontana della Morte, mentre la più bella è la quattrocentesca Fontana Grande.

A dare alla città un volto omogeneo, pur nelle diversità stilistiche, è il largo impiego del peperino, la grigia pietra locale che fu per secoli utilizzata sia negli edifici monumentali chiese e palazzi, che nell’edilizia.

Il territorio viterbese inoltre presenta notevoli particolarità geologiche provenienti dalla sua natura vulcanica: una delle più interessanti è il vulcano idrotermico conosciuto con il nome di Bulicame, cantato da Dante nel XIV canto dell’Inferno.

Vi delizieremo dopo la visita guidata, con una degustazione di prodotti tipici locali presso un fornitore di nostra fiducia.

 

 

Appuntamento a Valle Faul vicino alla scalinata del Sacrario. Quota di partecipazione euro 28 a persona per gli adulti, euro 20 per i minori, gratuito sotto i sei anni. 

Info e prenotazioni: 3281640180  Pagamento in loco alla guida, che avrà un cartello ROMOLO E REMO.
  

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