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La città di Roma, tra le sue piazze e le sue vie, racconta la storia di due geni artistici del XVII secolo: Gian Lorenzo Bernini e Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio.

Il percorso parte dalla chiesa di Sant’Andrea della Valle, costruita per impulso della duchessa Costanza Piccolomini e ultimata nel 1591.

I lavori furono inizialmente affidati all’architetto Pietro Paolo Olivieri al quale subentrò nel 1608 Carlo Maderno, per poi passare sotto la direzione di Carlo Rainaldi.

Vero capolavoro dell’edificio è l’apparato decorativo, alla realizzazione del quale partecipò Gian Lorenzo Bernini, coadiuvato dal padre, autori della scultura raffigurante San Giovanni Battista collocata nella prima cappella a sinistra, dedicata alla famiglia Barberini, nota anche come Cappella della Tosca la leggendaria cantante che nella magistrale opera lirica di Puccini si narra che pregò qui con la duchessa Attavanti.  

 

 

 

La tappa successiva è la chiesa di Santa Maria della Vallicella o Chiesa Nuova dove è esposta la copia della celebre Deposizione di Caravaggio, ora ai Musei Vaticani,e dove Bernini si recava spesso ad ammirarne i capolavori. A seguire vedremo le tele di San Luigi dei Francesi, chiesa costruita nel 1518 per volere di Clemente VII e completata nel 1589 da Domenico Fontana su disegno di Giacomo Della Porta. L’interno a tre navate con cappelle laterali scandite da pilastri, presenta un apparato decorativo ricco di capolavori. Emblematici sono quelli esposti nella cappella Contarelli, la quinta a sinistra, tre oli su tela realizzati da Caravaggio tra il 1599 e il 1602 e raffiguranti San Matteo e l’angelo esposto sull’altare, il Martirio di San Matteo sulla parete destra e la Vocazione di San Matteo in quella sinistra.

Proseguiremo poi verso la chiesa di Sant’Agostino, sita nella piazza omonima e straordinario esempio del Quattrocento romano.

L’interno a croce latina, suddiviso in tre navate, conserva opere di grande rilievo artistico tra le quali possiamo citare: l’altare maggiore progettato dal Bernini nel 1627 al centro del quale è possibile ammirare un’icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino proveniente dalla chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli, la seconda cappella della navata sinistra, detta di Pio poiché il progetto venne affidato da Angelo Pio allo scultore napoletano, e un olio su tela realizzato da Caravaggio e raffigurante la Madonna dei Pellegrini (1603-1604), collocato nella prima cappella della navata sinistra  e eseguito per la famiglia Cavalletti, alla quale nel 1604 i padri Agostiniani avevano concesso di erigere un altare in onore della Madonna di Loreto.

 

 

Da qui ci sposteremo a Piazza Navona dove è possibile ammirare la splendida Fontana dei Fiumi, realizzata nel 1648-51, il cui progetto iniziale fu presentato a papa Innocenzo X Pamphilj con uno stratagemma. L'ultima tappa del percorso sarà ponte Sant’Angelo, costruito per impulso dell’imperatore Adriano nel 136 d.C. per consentire l’accesso al mausoleo di Elio Adriano e sostituire il ponte Trionfale che versava in pessime condizioni.Nel 1535 Clemente VII fece erigere all’ingresso le statue dei Santi Pietro e Paolo, alle quali seguirono quelle dei quattro evangelisti e dei patriarchi Adamo, Noè, Abramo e Mosè.

Fu durante il pontificato di Clemente IX che queste sculture furono affiancate da dieci statue, raffiguranti angeli che mostrano i simboli della Passione, otto delle quali furono scolpite dagli allievi del Bernini sulla base di suoi disegni e le altre due dal Maestro stesso, rispettivamente l’angelo che sorregge un cartiglio e quello con la corona di spine.

Le due opere, considerate troppo belle per essere esposte alle intemperie, furono sostituite da copie mentre gli originali dapprima furono conservati presso gli eredi dell’artista e poi donati alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte.

 

 

 

I due artisti, oltre a condividere la fortuna di essere i preferiti dei più importanti committenti romani, presentavano anche somiglianze caratteriali, entrambi di indole particolarmente focosa e facili a proverbiali scatti d’ira, condividevano la fama di essere dei geni indiscussi, meritevoli di aver rivoluzionato i canoni artistici del Seicento e di aver operato una frattura con gli schemi precedenti.  C’è poi da aggiungere che le carriere di entrambi ebbero inizio in giovane età, a dodici anni Bernini, distintosi come giovane prodigio nella bottega napoletana del padre Pietro, scolpì il suo primo capolavoro, la Capra amaltea, mentre Caravaggio alla stessa età fu allievo del pittore manierista milanese Simone Peterzano.

Ad ammorbidire gli animi ribelli furono i numerosi incontri femminili; donne, amanti, cortigiane, muse e modelle rese immortali attraverso le opere dei due grandi maestri del Seicento romano.

Basti citare Costanza Bonarelli grande amore di Bernini, ma donna infedele che pagò a caro prezzo il tradimento, infatti fu fatta sfregiare con un rasoio, mentre il malcapitato amante fu percosso davanti a San Pietro dall’artista stesso, o Fillide Melandroni, cortigiana di appena 17 anni per la quale Caravaggio nutriva un sentimento, ricambiato, ma avversato dal protettore-amante di lei, il Ranuccio Tomassoni che il pittore uccise nel 1606 durante una partita alla pallacorda, poiché suo rivale in amore e nel gioco.   

Appuntamento davanti alla Basilica di S.Andrea della Valle, quota di partecipazione EURO 12 per gli adulti, euro 6 minori di 18 anni gratuito sotto i 6 anni.

Per informazioni e prenotazioni chiamare il cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

Nel caso in cui il gruppo superi i 15 partecipanti sarà richiesto un costo aggiuntivo di euro 2 per il noleggio degli auricolari. La durata della visita è di 2 h circa, la guida utilizzerà supporto fotografico per illustrare opere che non sono esposte al pubblico.

 

 

 

 

 

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