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I Romani avevano una vera passione per l’Egitto e la sua cultura, dopo che Giulio Cesare, nel I sec. a.C., conquistò il territorio. Gli imperatori portarono da questa terra numerosi obelischi che ancora oggi possiamo ammirare posti al centro deIle tante piazze. In città erano presenti anche templi e sacelli dedicati alle divinità egizie di cui troviamo traccia passeggiando per Roma! Grandi leoni accovacciati, gigantesche statue raffiguranti il Nilo, una gatta murata sul cornicione di un palazzo e perfino un grande piede!

Piazza del Campidoglio

Alla base della lunga scalinata che conduce alla piazza ,incontriamo due leoni egizi di colore nero con venature rosse, ritrovati presso il Tempio di Iside al Campo Marzio. Al centro di Piazza del Campidoglio, progettata da Michelangelo e realizzata da Giacomo Della Porta, attirano la nostra attenzione due grandi statue: l’una del Nilo, accompagnato da una sfinge e una cornucopia, e l’altra del Tevere, con il gruppo della lupa e i due gemelli Romolo e Remo, entrambe realizzate nel 1587 da Matteo Bartolini.

 

 

Vicolo della gatta

Passeggiando arriviamo all’ingresso di una via dal nome curioso, la via della gatta, così chiamata per la presenza di una statua raffigurante una gatta sul cornicione di un palazzo.

Per spiegare la collocazione di questo buffo animale sono nate ben tre leggende: la prima narra che la piccola scultura sia stata posta nel punto più alto dell’edificio in ricordo di una gatta che, grazie al suo miagolio, riuscì a salvare la vita ad un bambino salito sul cornicione richiamando l’attenzione della madre.

La seconda è legata ad un incendio notturno divampato nella zona che rischiava di decimare tutto il quartiere. Ancora una volta una gatta salvò gli abitanti dalla tragedia con il suo miagolio.

L’ultima leggenda vuole che il piccolo marmo sia stato collocato in quella posizione per direzionare l’attenzione di chi la guarda verso un luogo dove si narra fosse sepolto un mitico tesoro.

Leggende a parte i documenti raccontano del ritrovamento di una gatta di marmo nel vicino Tempio di Iside in occasione di un restauro 1874. Autore della fortunata scoperta fu l’architetto Antonio Sarti.

 

Piazza della Minerva

La terza tappa di questa passeggiata ci porta a Piazza della Minerva dove svetta un piccolo obelisco rosso che era stato eretto da un faraone, sorretto da un elefantino disegnato da Bernini, che presto fu soprannominato il “porcino della Minerva” per le dimensioni ridotte e paffute che ricordavano quelle di un maialino. Oggi il nome è stato cambiato in “pulcino”.

 

 

 

Vicolo del piede

A Roma, come è noto, le vie hanno spesso nomi bizzarri e questo è il caso di Via del piè di marmo, ora via di Santo Stefano del Cacco, che deve il nome a un grande piede coperto da un sandalo con una suola dal bordo rialzato.

Secondo la tradizione il piede apparteneva a una statua colossale proveniente con ogni probabilità dal tempio dedicato a Iside e Serapide, due divinità egizie.

 

Piazza Montecitorio

Questo simpatico tour alla scoperta del mondo egizio a Roma si conclude con l’obelisco del faraone Psammatico II, raffigurato con l’aspetto di una sfinge portato a Roma dall’imperatore Augusto nel 10 a.C. e eretto per ricordare le vittorie sugli Etiopi.

Questo monumento, innalzato nel Campo Marzio serviva da braccio indicatore di un enorme orologio solare ed era composto da una lastra di pietra sulla quale lettere e linee indicavano la durante dei giorni e delle notti.

Il monolite poi crollò a causa di un incendio e fu papa Pio VI a farlo ricostruire a Piazza Montecitorio nel 1792.

 

Appuntamento in Piazza del Campidoglio nei pressi del Marco Aurelio, quota di partecipazione euro 12 adulti, euro 6 minori di 18 anni, gratis sotto i 4 anni. 

Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974 cell. 3281640180 oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

 

 


 


 

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