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La chiesa di Santa Susanna, situata subito al di fuori del recinto delle terme di Diocleziano, ha origini molto antiche; secondo una leggenda, risalente al III-IV secolo d.C., sui resti di due abitazioni romane sovrapposte, fu costruita una chiesa paleocristiana, divenuta luogo di culto dei cristiani nel 330.

L’intitolazione nasce dal fatto che l’edificio sorgeva sulle rovine della casa dove la giovane era stata martirizzata: la tradizione narra che Susanna, rifiutandosi di sposare Massimiliano Galerio, figlio adottivo di Diocleziano, fu condannata alla decapitazione.  

L’edificio, originariamente detto “ad duas domos” (alle due case) e con impianto basilicale, fu ricostruito durante il pontificato di Leone III, tra la fine dell’VIII e gli inizi del IX secolo, a causa delle pessime condizioni in cui versava e sotto la minaccia di un imminente crollo.  

 

 

 

Questo luogo di culto nel corso dei secoli fu oggetto di altri interventi che ne modificarono di fatto l’aspettooriginario: tra il 772 e il 795, sotto papa Adriano I furono eseguiti lavori di restauro e consolidamento della copertura e nel 1475 Sisto IV, grazie al finanziamento concesso dal cardinale Rusticucci, incaricò l’architetto Carlo Maderno di ridurre il numero delle navate ad una unica, fiancheggiata da due cappelle laterali. 

La facciata, progettata da Maderno nel 1603, è costituita da due ordini: quello superiore, caratterizzato da originali volute e diviso in tre scomparti separati da lesene che sorreggono un balcone centrale e nicchie che ospitano statue; l’ordine inferiore è invece diviso da un sistema di colonne e lesene in cinque campate. 

Internamente l’edificio presenta una navata unica con abside, transetto e due cappelle poste su ciascun lato. Mirabili sono le decorazioni del soffitto in legno dorato che reca al centro un’immagine della Madonna sormontata dallo stemma Rusticucci, la pala d’altare raffigurante la decapitazione di Santa Susanna di Tommaso Laureti e gli affreschi dell’aula centrale, opera di Baldassarre Croce e quelli della calotta absidale realizzati da Cesare Nebbia narranti alcuni episodi della vita della santa.

 

 

Merita una menzione anche la sacrestia delle monache, dove si può ammirare, sotto il pavimento a vetri, parte della basilica paleocristiana e resti della casa di Gabinio. 

In occasione di una campagna di scavi, condotta tra il 1990 e il 1992, è stato scoperto un sarcofago romano contenente circa 7000 frammenti di intonaco dipinto che, assemblati, restituiscono i volti di cinque santi e una decorazione pittorica rappresentante un’immagine bizantina della Madonna col Bambino affiancata da due santi. 

Degna di nota è la cappella Peretti, costruita da Domenico Fontana per volere di Camilla Peretti, sorella di Sisto V, e decorata da affreschi del Pozzo, raffiguranti il “Martirio di San Eleuterio” e il “Battesimo di San Genesia” e da una tela con il martirio di San Lorenzo, opera del Nebbia.

La chiesa di Santa Susanna assume un’importanza particolare poiché mostra un perfetto connubio tra due stili architettonici: barocco e manierista. 

  

  

 

 

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