Le domus romane del colle Celio sono un insieme di edifici antichi che si trovano al di sotto della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo e che furono portate alla luce nel XIX secolo. Queste costruzioni sono molto importanti, poiché rappresentano un interessante documento riguardo l’espansione del Cristianesimo a Roma e, nello specifico, relativamente al diffondersi delle domus ecclesiae, che altro non erano che appartamenti privati adibiti, segretamente, a luoghi di preghiera e incontro per gli adepti del nuovo culto che andava diffondendosi, quando questo, ancora, prima del 313 d.C., data dell’Editto di Milano, era ritenuto illegale a Roma e nell’impero tutto. 

 

Col tempo, al di sopra di queste costruzioni, sovente, si sviluppavano le basiliche.Le domus risultano assai affascinanti, anche per la bellezza degli affreschi che ne abbelliscono le pareti e che si sono conservati sino a noi in ben 13 stanze su 20 venute alla luce. Tra quelli più interessanti, c’è l’orante che conferisce il nome all’omonimo ambiente ed in cui è raffigurata, appunto, una donna  a braccia  aperte nell’atto di lodare, in preghiera.

 

Figura questa che il Cristianesimo mutuò dal mondo pagano e che utilizzò ampiamente nelle domus ecclesiae e nelle catacombe.

Passeggiando tra gli ambienti di questo luogo, di rilievo è la Confessio, minuscola cappellina affrescata, dove la tradizione vuole fossero sepolti i due santi Paolo e Giovanni e che divenne poi un’ importante meta di pellegrinaggio e preghiera per i fedeli.

Di grande interesse è anche la sala dei Geni che testimonia, invece, la ricchezza della domus romana in sé. Probabilmente un sontuoso salone, ha ben conservato alcuni affreschi che riprendono temi agresti, riferiti allo scorrere del tempo e delle stagioni.

La sua denominazione prende le mosse proprio dalla presenza di alcune figure maschili alate e nude, con indosso un mantello, a raffigurare queste entità pagane, tra motivi floristici e faunistici.

In alto, sempre con riferimento alla natura e al trascorrere del tempo nel ciclo della vita, alcuni puttini che vendemmiano. Molto interessante anche l’ambiente che comprende il Ninfeo di Proserpina, dove è possibile ammirare ulteriori affreschi e alcune fontanelle a parete cha caratterizzavano, appunto, questo ambiente, tipico delle case romane in genere.

Tali edifici del Celio vengono anche definiti “domus dei santi Giovanni e Paolo”, proprio perché si ritiene che storicamente vi vissero e vi trovarono sepoltura, come già sottolineato, questi due fratelli e soldati romani, che si erano convertiti al Cristianesimo e che furono, per questa ragione, fatti decapitare da Giuliano l’Apostata, nel 392 d.C.. Da qui, l’intitolazione della basilica che fu fatta erigere al di sopra,  intorno al V secolo.

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