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La città di Roma ha sempre avuto uno stretto legame con l'acqua; il Tevere è fin dalla nascità dell'urbe il suo più stretto alleato ma anche il suo peggior nemico. 

 

 

Gli acquedotti e le fontane che ornano la città, ci narrano la storia del legame di Roma con l'acqua. La Fontana di Trevi, sita davanti a Palazzo Poli fu costruita nel 1732 per volere di papa Clemente XII Corsini, il quale organizzò un concorso per la sistemazione della fontana al quale parteciparono i più importanti architetti.

Nicola Salvi si aggiudicò la vittoria e realizzò questo straordinario monumento dedicato alla raffigurazione dell’oceano: in basso vi è una grande roccia su cui poggiano quattro pilastri al di sopra della quale si erge il dio Oceano su una conchiglia e ai lati i cavalli alati guidati dai tritoni.

Una curiosità che riguarda questo monumento è l’usanza di lanciare una moneta sopra le spalle della fontana esprimendo un desiderio.

 

 

 

Un’altra importante e affascinante Fontana è quella dei Quattro fiumi, costruita da Gian Lorenzo Bernini nel 1651 e sormontata da un obelisco proveniente dal circo di Massenzio. Al centro su un basamento a scogliera siedono un leone e un cavallo, circondati dalle personificazioni di quattro fiumi che segnavano i confini dei territori di proprietà della Chiesa: Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata.

 

 

 

 

Passeggiando a Via del Corso si giunge a Piazza di Spagna, dominata dalla bizzarra Fontana della Barcaccia, realizzata in ricordo dell’alluvione del Tevere del 1598 per volere di papa Urbano VIII.

Questo monumento, progettato nel 1629 da Pietro Bernini, poi coadiuvato dal figlio Gian Lorenzo, rappresenta una barca semisommersa, la cui funzione è ancora oggi quella di raccogliere l’acqua che fuoriesce da due grandi soli e quella che zampilla dal catino al centro.

All’esterno della prua e della poppa delle finte cannoniere rilasciano getti d’acqua che confluiscono nel bacino sottostante. Completano la decorazione gli stemmi papali caratterizzati dalle tiare e dalle api simbolo araldico della famiglia alla quale apparteneva il pontefice, i Barberini.

Un’altra singolare fontana è quella del Nettuno, posta al centro di Piazza del Polo e lasciata disadorna dal 1576, quando l’architetto Giacomo Della Porta la realizzò.

Nel 1878 vennero aggiunte le sculture raffiguranti Nettuno con il tridente nella mano destra intento a lottare con una piovra al di sopra di una conchiglia e al di sotto due statue di tritoni appoggiati a delfini, progettate dall’architetto Giuseppe Valadier.

Appuntamento in Piazza di Spagna, quota di partecipazione euro 12 adulti, euro 6 minori di 18 anni, gratis sotto i 4 anni. 

Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974 cell. 3281640180 oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

 


 

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