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Il rione Esquilino prende nome dall'omonimo colle, uno dei sette sui quali nacque la città di Roma. E’ un quartiere decentrato rispetto al cuore della città antica e proprio per questo carico di peculiarità legate al suo carattere liminare. Non a caso il suo nome viene dal latino ex colere, “abitare fuori” e si contrappone a “inquilino”, colui che appunto vive all’interno della città. Ora destinata alle sepolture e abitata da divinità infere, ora impegnata per la difesa con poderose mura, ora verdeggiante di lussuosi giardini impreziositi da splendide statue, ora residenza di famiglie aristocratiche frequentate da illustri poeti, questa zona cittadina restituisce importanti e affascinanti tracce del suo antico passato.

 

 

 

 

 

Percorrendo le sue strade si viaggia nel tempo a partire dalla prima Roma, quella dei re; si ammirano gli imponenti resti delle fortificazioni erette dopo il saccheggio della città ad opera dei Galli (390 a.C.); si coglie la suggestione di passeggiare nella villa di Mecenate, consigliere dell’imperatore Augusto e si possono immaginare i giochi d’acqua della monumentale fontana nota come “Trofei di Mario” per poi passare sotto l’arco onorario dell’imperatore Gallieno la cui “invitta virtus è superata solo dalla pietas”, come recita l’iscrizione dedicatoria.

 

 

E dopo la Roma imperiale cui rimanda anche la colonna superstite della basilica di Massenzio, si entra nel Medioevo: l’area torna ad essere periferica con campi incolti e orti. In questo orizzonte semideserto si staglia la chiesa di Santa Maria Maggiore, una della quattro basiliche papali di Roma, con le sue origini leggendarie e i suoi eccezionali esempi d’arte.

 

 

Un alone di mistero avvolge poi chi giunge al cospetto di una piccola porta con incisi oscuri segni, difesa da due figure mostruose: è quanto rimane della villa seicentesca di Massimiliano Savelli, Marchese di Palombara, esperto di alchimia, forse scopritore della formula per la trasformazione dei metalli in oro. Prima di tornare al chiassoso presente, multiculturale e multietnico, si passa attraverso la nuova urbanizzazione umbertina: quando nel 1871 Roma diviene capitale d’Italia, per adattarsi alle nuove esigenze il quartiere viene disegnato ex novo con un regolare tessuto viario, edifici eretti in stile piemontese e soprattutto con la creazione di un nuovo fulcro urbano: la monumentale piazza Vittorio.

Appuntamento in Piazza di S. Maria Maggiore nei pressi della colonna, termine visita a Piazza Vittorio. Quota di adesione per il servizio guida: adulto euro 12, minore euro 5, gratis sotto 10 anni. Info e prenotazioni: 0692939974; 3281640180; segreteria@romoloeremo.com.

 

 

 

 

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