Agli albori della città, il Foro Romano aveva l’aspetto di un fondovalle paludoso, racchiuso tra le pendici del Palatino e quelle del Campidoglio e intriso di acquitrini. Gli abitanti dei villaggi capannicoli sulla sommità dei colli usavano la valle sottostante per lo più come sepolcreto, con tombe a fossa e a pozzetto.

Solo con la dinastia dei Tarquini, nel VI secolo a.C., venne dato avvio a quei lavori che poi contribuiranno alla successiva fortuna della valle del foro come cuore politico, religioso e amministrativo della città per tutta l’età repubblicana e fino agli inizi dell'età imperiale, quando il vecchio foro, ormai traboccante di templi, basiliche, edifici privati e monumenti pubblici e insufficiente per tutte le funzioni della accresciuta popolazione di Roma, verrà soppiantato dal complesso dei fori imperiali.

La costruzione dei nuovi fori ebbe inizio con Gaio Giulio Cesare, nel 54 a.C., quando il grande condottiero, coadiuvato da Cicerone, ordinò l’esproprio dei terreni privati per la costruzione della sua monumentale piazza rettangolare, delimitata da colonnati e impreziosita dal tempio di Venere Genitrice, eretto per volere dell’imperatore prima della battaglia di Farsalo contro Pompeo. 

 

 

Alla morte di Cesare l’opera fu terminata dal suo successore Ottaviano Augusto, il quale realizzò il suo foro con il ricavato dei bottini di guerra. La costruzione della piazza fu decisa da un voto fatto prima della battaglia di Filippi, nel 42 a.C., in cui morirono Bruto e Cassio, gli assassini di Cesare. I cantieri durarono circa 40 anni, e solo nel 2 a.C. fu possibile procedere alla inaugurazione.

Il Foro della Pace, costruito da Vespasiano tra il 71 ed il 75 d.C. per commemorare la vittoria sugli Ebrei, chiude il complesso dei fori in direzione del Colosseo.

Il Foro di Nerva, detto anche Foro Transitorio, è situato tra il Foro di Augusto ed il Foro della Pace e fu costruito interamente da Domiziano, ma inaugurato dopo la sua morte da Nerva nel 97 d.C.

Ultimo e più grande dei fori di Roma è il Foro di Traiano, costruito tra il 107 ed il 113 d.C. tagliando il colle che univa il Campidoglio ed il Quirinale, aprendo un varco verso il Campo Marzio.

 

 

Questa straordinaria opera edilizia fu probabilmente costruita dal grande Apollodoro di Damasco, l’architetto siriano autore del progetto complessivo del foro traianeo e anche dei cosiddetti Mercati Traianei, voluti dall’architetto proprio accanto alla piazza del foro, tra questa e la Via Biberatica.

Gli scavi dei fori imperiali furono condotti tra il 1932 ed il 1933, in maniera molto affrettata e determinati dall’urgenza dell’apertura della nuova Via dell’Impero (poi Via dei Fori Imperiali) piuttosto che da serie motivazioni scientifiche ed archeologiche. 

Una parte considerevole dei monumenti, mai portata alla luce, giace tuttora sotto il lastricato moderno.

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