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Una visita guidata adatta a tutta la famiglia per scoprire Roma, le sue origini e i suoi miti.
Roma è una città di per sé unica al mondo, dove ogni pietra parla e racconta la sua storia. 
Su un muro della chiesa di Santa Maria in Cosmedin c’è un uomo barbuto, con naso e bocca cavi, il cui urlo è fissato nella pietra per l’eternità. Chi è? È spaventato o vuole spaventarci? Questo volto è stato interpretato nel tempo come raffigurazione di vari soggetti: Giove Ammone, il dio Oceano, un oracolo o un fauno.

 

 

Al di sotto della chiesa c’è anche un altare dedicato a un semidio forte e coraggioso, Ercole, che uccise il mostruoso gigante Caco, il quale oltre ad avergli rubato i buoi,  terrorizzava gli abitanti del luogo.

 

In questa vasta zona anticamente c’erano due grandi piazze, chiamate fori, dove si vendeva il bestiame, la frutta e la verdura, poi c’era un’area sacra con dei templi e un teatro con arcate dedicato a un giovane comandante chiamato Marcello, il nipote prediletto dell’imperatore Augusto.

Nel Foro Boario, l’antico mercato del bestiame, in onore di Ercole Vincitore fu costruito perfino un grande tempio rotondo! Poco distante c’è un altro tempio, circondato da colonne come l’altro, ma di forma rettangolare e dedicato a Portuno, il dio dei porti.

 

Il Foro Olitorio era molto più piccolo e ospitava le bancarelle delle verdure, ma anche qui c’erano dei templi, ben tre, uno dei quali è stato trasformato nella chiesa di San Nicola in Carcere, come si vede dalle alte colonne inglobate nel muro. 

 

 

Dalla parte opposta, si vedono a un quota più bassa le rovine del Tempio  di Fortuna e di Mater Matuta, costruiti da uno dei sette Re di Roma, l’etrusco Servio Tullio.

Poco distante c’è il Velabrum, l’antica palude dove, secondo la tradizione si sarebbe arenata, alle pendici del Palatino, la cesta con i gemelli Romolo e Remo che furono dapprima allattati da una lupa nella sua tana e successivamente adottati dal pastore Faustolo e da sua moglie Acca Larentia. 

Ma le storie non finiscono qui! C’è quella di Giano Bifronte, il dio con due volti,  una delle più antiche divinità degli antichi latini e dei romani, venerata fin dagli albori della città di Roma. Solitamente è raffigurato con due volti, poiché il dio può guardare sia il passato che il futuro. Nella sua riforma del calendario romano, l’imperatore Numa Pompilio dedicò a Giano il primo mese successivo al solstizio d'inverno, ossia gennaio.

Secondo la tradizione a lui fu dedicato il grande arco che si vede in piedi ancora oggi. 
Vi aspettiamo per un racconto appassionante tra mito e immaginazione.

Appuntamento davanti alla Basilica di S.Maria in Cosmedin: quota di partecipazione euro 12 adulti, euro 6 minori di 18 anni, gratis sotto i 4 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare il cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

 

 

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