Tra i maggiori e più interessanti musei romani c’è la Galleria Nazionale d’Arte Antica, sita all’interno del sontuoso palazzo Barberini. A lavorarvi nella sua edificazione vi furono i più importanti architetti del periodo barocco e cioè Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini di cui è notissima la scala elicoidale.

Maffeo Barberini, meglio noto come papa Urbano VIII, commissiona il progetto del palazzo situato sul colle Quirinale, nel 1625; esso viene eretto su uno preesistente di proprietà degli Sforza.

Al suo interno lavorarono, poi, alcuni pittori del tempo che affrescarono pareti e soffitti, impreziosendo con la loro opere l’edificio.

 

Il salone più importante è quello affrescato da Pietro da Cortona che subentrò ad Andrea Camassei. Per affrescare il tutto, l’artista si ispirò ad un poema celebrativo scritto per Barberni da Francesco Bracciolini ed in cui il tema centrale è quello della Divina Provvidenza che si realizza compiutamente con l’avvento del nuovo papa, salito al soglio nel 1623. Il tutto è narrato da una serie di sontuose figure allegoriche con al centro la Provvidenza, appunto, e altre virtù tutte attorno.

Vengono qui raffigurate scene di grande impatto visivo quali l’Intelligenza che trionfa sulla Brutalità, il Buon Governo del Barberini, il trionfo della Pace e della Giustizia e quello che della Religione e della Spiritualità.

All’interno del palazzo è custodita una preziosa collezione di dipinti, il cui nucleo centrale comprende opere prodotte tra il XVI ed il XVII secolo.

Tra gli autori presenti, solo per citarne alcuni, Caravaggio con il “Narciso”, raffinato e introspettivo,  la “Giuditta che decapita Oloferne”, iconografia fortunatissima e opera ispiratrice di tanti caravaggisti che l’hanno trattata, il San Giovanni Battista, e il “San Francesco in meditazione”. Tintoretto, maestro della luce, è presente con l’opera “Cristo e l’adultera”. Luca Giordano, tra i maggiori esponenti della pittura meridionale del Seicento, è qui testimoniato dall’opera “Disputa di Gesù tra i dottori”. E poi ancora Reni, Guercino, massimi esponenti del classicismo bolognese, il raffinatissimo Poussin, l’enigmatico Holbein. Ancora Bronzino, Van Dick, Jacopo Bassano, El Greco, Hoffmann, la pittrice Rosalba Carriera. Ad incantare il pubblico in visita è anche la splendida Fornarina di Raffaello. Presenti anche alcuni autori del XVIII secolo come Maratti, il vedutista Canaletto, Fragonard e Boucher tra i maggiori nomi del Rococò in Francia.

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