Tra le piazze più belle di Roma e ricche di storia, è da annoverare Campo de’Fiori.La denominazione di questo luogo, secondo una rinomata tradizione, potrebbe avere una duplice origine: in prima istanza, si ritiene che, fino al XV secolo, questa piazza fosse un grande prato fiorito e che, soltanto dopo, venne urbanizzata e vissuta dai cittadini come luogo vero e proprio.

A dare grande impulso alla sua importanza e al suo abbellimento fu il pontefice Callisto III.

I vari palazzi nobiliari, poi, che la circondano, la resero anche luogo di incontro per i ceti più potenti e in vista della città. Secondo, invece, un’ulteriore teoria, prenderebbe il nome da una certa Flora, donna di cui era innamorato Pompeo. Qui sorgeva in antichità anche il noto teatro a lui dedicato.

Durante il XVII secolo, la piazza fu adibita a luogo in cui si tenevano le pubbliche esecuzioni capitali.Proprio qui, fu giustiziato il domenicano Giordano Bruno, poiché giudicato dal tribunale dell’ Inquisizione pericoloso eretico,  per via delle sue teorie filosofiche e religiose.

 

Era il 17 febbraio 1600, data funesta, che il nolano fu messo al rogo e bruciato vivo, come era d’uso all’epoca fare per chi si macchiava di tale colpa.

Oggi, a ricordarne indelebile memoria, è la maestosa scultura in bronzo che lo raffigura, opera dell’artista romano Ercole Ferrari, che la realizzò sul finire dell’Ottocento. Questa, nella sua iconografia, risulta essere stata concepita in maniera molto particolare e incisiva. Il volto del domenicano, infatti, appare corrucciato, espressione percepibile attraverso le ampie pieghe del viso attorno alla bocca, in corrispondenza delle guance, alla profonda ombreggiatura delle rientranze attorno agli occhi e al labbro inferiore sporgente. Ha, inoltre, il capo completamente coperto dall’ampio cappuccio tipico dell’abito del suo ordine monastico. La scultura venne così posizionata sulla piazza proprio nello stesso punto in cui, le fonti, narrano esser stata allestita la pira su cui bruciò Bruno. A rendere l’opera di grande impatto emotivo è stata, tra l’altro, la scelta di orientarne il volto verso il Vaticano, a rivendicare, simbolicamente, l’ingiusta condanna subita e ponendo così in risalto una sottesa aspra critica alla Chiesa del tempo. La scultura, inoltre,  stringe tra le mani un grosso libro a rappresentare le teorie e gli studi bruniani, che con coraggio, il monaco portò avanti a costo della propria vita. Campo de’ Fiori è un luogo non solo di storia, ma anche di folklore. Infatti, è sede di uno storico mercatino dove si mescolano colori, profumi e sapori della Roma bella.

Queste solo alcune delle vicende, delle storie affascinati e delle tradizioni che, nei secoli, hanno animato e continuano ad animare, con la loro memoria, questo luogo.

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