Per circa quattro secoli i Papi hanno svolto un importantissimo ruolo di mecenati e profondi conoscitori d'arte; il risultato è stata una delle più grandi collezioni al mondo di arte classica e rinascimentale.
                                        


Nei Musei Vaticani sono esposte le più celebri opere dell'antichità venute alla luce in Italia, tra cui il Gruppo del Laocoonte, scoperto nel 1506 sull'Esquilino, l'Apollo del Belvedere ed il celebre bronzo etrusco noto come il Marte di Todi. Nel corso del Rinascimento alcune sale degli splendidi palazzi furono decorate con eccezionali cicli di affreschi, come la Cappella Sistina, le stanze di Raffaello e l'appartamento Borgia. Gli edifici che ospitano i Musei Vaticani erano i palazzi rinascimentali costruiti per grandi papi come Sisto IV e Giulio II; i lunghi cortili e le gallerie che collegano il Palazzo del Belvedere di Innocenzo VIII agli altri edifici, sono stati progettati dal Bramante per Giulio II.

La maggior parte degli ampliamenti successivi fu realizzata nel XVIII secolo, quando le inestimabili opere d'arte furono esposte per la prima volta.

Modalità di svolgimento e tempi di percorrenza della visita guidata.

La visita guidata dei Musei Vaticani si svolge lungo un percorso che comprende nella parte conclusiva la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello, la cui visita non può certo essere mancata:

1. Cortile della Pigna;
2. Gabinetto dell'Apoxyomenos;
3. Cortile Ottagono (Gruppo del Laocoonte, Apollo del Belvedere);
4. Museo Pio-Clementino (Sala a Croce Greca, Sala Rotonda, Sala delle Muse, Sala degli Animali);
5. Galleria dei Candelabri;
6. Galleria degli Arazzi;
7. Galleria delle Carte Geografiche;
8. Galleria e Cappella di S.Pio V;
9. Sala Sobieski;
10. Stanze di Raffaello:
11. Cappella Sistina.

La durata del percorso è di 2 ore e 30'.

Appuntamento 15' prima all'ingresso dei Musei Vaticani in Viale Vaticano snc; quota di partecipazione euro 33 adulti, euro 23 minori di 18 anni, gratis sotto 6 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

SI PRECISA CHE ALLO SCOPO DI EVITARE CODE, NOI ACQUISTEREMO I BIGLIETTI ONLINE PER L'INGRESSO AI MUSEI 48 ORE PRIMA DELLA VISITA GUIDATA. POICHE' I MUSEI VATICANI NON CI RIMBORSANO I BIGLIETTI EMESSI, IN CASO DI ASSENZA DEL PARTECIPANTE NON COMUNICATACI IN TEMPO UTILE (ALMENO 3 GIORNI DI ANTICIPO), SAREMO COSTRETTI A CHIEDERE IL RIMBORSO INTEGRALE DELLA QUOTA DI PARTECIPAZIONE.

 

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Il percorso guidato si snoda tra l’isola Tiberina e il Ghetto ebraico, in una delle zone di Roma dall’atmosfera più intima e magica.
                                        


Situata nel cuore di Roma ed unita alla terraferma da due ponti, il Ponte Fabricio e il Ponte Cestio, l’Isola Tiberina, con la sua caratteristica posizione al centro del fiume, è una vera attrazione verso l'imbrunire, con la romantica cornice del Tevere tra i riflessi del tramonto. L’isola fa parte del Rione XII, Ripa. E’ celebre per avere ospitato in epoca repubblicana romana il Tempio di Esculapio, il dio greco della medicina, e al giorno d’oggi è ancora fortemente collegata alla sfera medica poiché è sede di ben due ospedali, il Fatebenefratelli o San Giovanni Calibita, di istituzione cinquecentesca, e l’Israelitico.

Dall’isola Tiberina attraversando Ponte Fabricio, ponte romano costruito nel 62 a.C. dal Curator Viarum Lucius Fabricius e ancora perfettamente integro, si passa nel “serraglio” degli Ebrei.

                                     

Sebbene situato in una zona centralissima di Roma, il Ghetto ebraico, piccola città nella città, rimane una meta turisticamente poco conosciuta e “di nicchia”. La visita al quartiere, suggestiva e nello stesso tempo toccante, si snoda nell’area occupata a partire dal XVI secolo dal nucleo di ebrei provenienti dalle altre zone di Roma, dall'intera Italia e dalla popolazione in fuga dalla Spagna.

Nel 1555 Papa Paolo IV, in un clima di decisa reazione alla Riforma Protestante e di feroce inasprimento di tutte le persecuzioni contro le eresie e le spinte disgregatrici della Chiesa, costituì il Ghetto di Roma ed emise la bolla cum nimis absurdum, che obbligava gli ebrei a vivere in un’area ben precisa e prevedeva una serie di odiose norme, tra cui quella di indossare un segno distintivo di colore giallo. L’area occupata dal Ghetto era davvero esigua: non più di tre ettari, dalla attuale Via del Portico d'Ottavia fino a Piazza delle Cinque Scole e al fiume Tevere, all'epoca privo dei muraglioni. Le condizioni di vita erano disumane, con un incredibile sovraffollamento all’interno di abitazioni umide e buie, ed il pericolo costante delle piene del Tevere. Quello di Roma fu l'ultimo Ghetto a essere abolito in Europa Occidentale, soltanto nel 1883.

Visiteremo i principali monumenti dell’area, come il Portico D’Ottavia, dove un tempo era il foro piscatorio ovvero il poverissimo mercato del pesce, e la piazza Mattei con la famosa Fontana delle Tartarughe, dando uno sguardo ai locali che propongono la tipica cucina ebraica romanescakosher rappresentata magistralmente da piatti come i carciofi alla giudia o il tortino di alici ed indivia.

Ripercorreremo però con la memoria anche le vicende più tristi e le macchie incancellabili della città, come il rastrellamento e la conseguente deportazione degli Ebrei, avvenuti il 16 ottobre 1943 durante l’occupazione tedesca.

Non ci resta quindi che augurarvi… Shalom aleichem!

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento all'isola tiberina di fronte alla Basilica di san Bartolomeo; termine a Piazza delle Cinque Scole; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

 

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Il cuore monumentale di Roma, carico di storia millenaria, risplende nella notte con il nuovo impianto di illuminazione.
                                         


Piazza del Campidoglio - Il percorso ha inizio in piazza del Campidoglio, l’antica acropoli dove risuonarono nel cuore della notte le grida dei Galli invasori e dove una fanciulla colpevole di alto tradimento fu gettata dalla rupe che da lei prende il nome, in fondo al burrone dove precipitavano i cadaveri dei reietti della società. La piazza oggi si mostra in tutto il suo mirabile equilibrio rinascimentale, grazie alla completa riprogettazione promossa dal Papa Paolo III Farnese e realizzata niente di meno che dal Maestro di tutti i tempi, Michelangelo.

La terrazza sul Foro Romano, il cuore della Roma repubblicana – Dal Campidoglio ci soffermeremo ad ammirare, estasiati, le rovine imponenti di quello che fu un tempo il cuore pulsante di vita della città antica, il foro romano, sviluppatosi a partire dal VII secolo a.C. ed in uso fino alla caduta dell’Impero romano. I resti dei più importanti edifici come il tempio di Saturno, la Curia, l’arco di Settimio Severo, il tempio dei Dioscuri, affiorano dalle tenebre della notte e del passato grazie alla suggestiva illuminazione a luce diffusa, che ci offrirà uno spettacolo davvero unico.

Il foro di Traiano, il foro di Augusto, il foro di Nerva e di Vespasiano – Scendendo dal Colle Capitolino proseguiremo il nostro percorso lungo Via dei Fori Imperiali, soffermandoci in primo luogo su quel documento di eccezionale importanza dell’arte celebrativa ufficiale romana che è la Colonna di Traiano, eretta a imperitura testimonianza delle grandi imprese militari condotte da Traiano in Dacia agli inizi del II secolo d.C. Proseguiremo poi alla volta del foro di Augusto, dove un tempo, tra due esedre rivestite di ricchi marmi policromi, svettava la mole del Tempio di Marte Vendicatore, eretto da Ottaviano Augusto dopo la vittoria di Filippi. Segue il foro di Nerva, il cui Tempio sacro a Minerva, eretto dall’imperatore Domiziano, fu spogliato di tutti i suoi marmi e quindi raso al suolo da Papa Paolo V Borghese agli inizi del XVII secolo, per ricavare il materiale necessario per costruire il fontanone dell’Acqua Paola sul Gianicolo!

Nel punto in cui l’attuale via Cavour incrocia Via dei Fori Imperiali, filo conduttore della nostra passeggiata, attraverseremo quel che resta del grande foro costruito dall’Imperatore Vespasiano con i proventi derivanti dal bottino della Guerra Giudaica e dalla conquista di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C. 

L’Anfiteatro Flavio, simbolo dell’eternità di Roma – “Roma vivrà finché il Colosseo sarà in piedi, e quando questo crollerà, Roma e il mondo intero crolleranno insieme ad esso”. Così risuonavano agli inizi del Medioevo, tra le gradinate del grande anfiteatro ormai deserte e spazzate dal vento, le parole sinistre ed inquietanti della profezia del venerabile Beda, un monaco vissuto tra il VII e VIII secolo autore della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum, che gli valse il titolo di Padre della Storia Inglese.

Ma almeno per ora il Colosseo, unico ed autentico simbolo di Roma e del suo destino di eternità, non mostra il benché minimo cenno di resa, e si offre alle nostre peregrinazioni notturne in tutta la sua maestosità. E’ qui che concluderemo il nostro itinerario serale, lasciandoci incantare dalle storie di atroci combattimenti fra gladiatori e da tante altre leggende e misteri legati al monumento più famoso della storia dell’uomo!

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento in Piazza del Campidoglio presso la statua di Marco Aurelio; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

 

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Un itinerario estremamente originale che ripercorre i luoghi in cui hanno vissuto cortigiane, meretrici e donne di potere tra ‘400 e ‘600. Strettissimo il legame con uomini illustri: cardinali, principi e papi. Donne spregiudicate e assetate di potere alcune, ingiustamente accusate e dipinte dalla storia in modo negativo altre.
                          


Dettaglio dell'itinerario:

PIAZZA FARNESE
Palazzo Farnese fu una delle residenze di Alessandro Farnese, che riuscì ad avere il titolo cardinalizio grazie all’influenza della sorella Giulia, soprannominata dal popolo romano “la bella”, giovanissima favorita del dissoluto pontefice Alessandro VI Borgia. Vero e proprio scrigno dell’arte rinascimentale, il Palazzo si pone come punto di arrivo di un lungo percorso di sviluppo dell’architettura dei palazzi signorili romani, che ha origine alla metà circa del XV secolo con il Palazzo di Venezia.

VICOLO DEL GALLO
In vicolo del Gallo si conserva ancora parte del portone di una delle tante locande gestite in questa zona da Vannozza Cattanei, amante per lunghi anni del cardinale Rodrigo Borgia, dal quale ebbe 4 figli, tra cui i celebri Lucrezia e Cesare Borgia, riconosciuti come legittimi una volta che il prelato salì al soglio pontificio come Alessandro VI.

CAMPO DE’ FIORI
Campo de’ fiori è l’ultimo luogo dove fu visto vivo Giovanni Borgia, duca di Gandìa, prima di essere ucciso da due sicari in Piazza Giudia, probabilmente inviati dal fratello Cesare, dopo aver avuto un incontro amoroso con una cortigiana, complice degli assassini, incontrata nella piazza.

PIAZZA NAVONA
Il Palazzo Pamphili che si affaccia su Piazza Navona fu la residenza prediletta di Olimpia Maidalchini, cognata del pontefice Innocenzo X, la donna più influente dell’epoca e nota in tutta Roma come la Pimpaccia o come la Papessa. Nel palazzo, Olimpia gestiva molti dei suoi affari, come il prestito di denaro ad alto interesse, e presentava ai cardinali ed agli aristocratici le cortigiane più belle di Roma, chiedendo in cambio del suo aiuto una percentuale sui loro guadagni.

PALAZZO MADAMA
Palazzo Madama fu la residenza del Cardinal Del Monte protettore di molti artisti tra cui lo stesso Caravaggio. Nel palazzo, oggi sede del senato, il pittore conobbe probabilmente Fillide, nota e ambita cortigiana ritratta insieme all’amica Anna Bianchini (detta Annuccia) dal pittore nelle sue opere.

PIAZZA SAN MARCO
Il grande busto di marmo vicino alla basilica di San Marco è una delle famose “statue parlanti” di Roma. Il nome deriva probabilmente da donna Lucrezia, nobile del XV secolo che con uno stratagemma riuscì a sedurre il re Alfonso d’Aragona, diventando la favorita del sovrano per tutta la vita, raggiungendo le più alte vette della fama e della ricchezza.

Durata della visita guidata: 1 ora e 30'.

Appuntamento in Piazza Farnese di fronte all'ingresso principale del Palazzo omonimo. Quota di partecipazione: euro 10 a persona, euro 5 per i minori di 18 anni, gratis sotto i 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.