Il giro delle sette chiese di Roma è uno dei pellegrinaggi tradizionali più noti e interessanti che riguardano la storia della capitale.

Questo itinerario prende forma durante il Medioevo, ma fu San Filippo Neri che, nel XVI secolo, lo riportò in auge. Esso nasce, originariamente, in occasione del Giubileo del 1300, indetto da Bonifacio VIII.

Per ottenere le indulgenze era necessario visitare le basiliche di San Pietro in Vaticano e San Paolo Fuori le Mura, alle quali, nel corso del tempo, si aggiunsero le altre due basiliche papali di Santa Maria maggiore e San Giovanni in Laterano. Poi furono annesse quelle di San Sebastiano Fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo al Verano (o Fuori le Mura).

Il pellegrinaggio si svolgeva sostanzialmente in due giornate e ed è importante ricordare che nel 2000,  in occasione del Giubileo, la tappa di San Sebastiano fu sostituita con quella al  Santuario della Madonna del Divino Amore.

 

 

Questo itinerario diede anche il nome ad una strada, Via delle sette chiese, appunto, nel cui tragitto, oltre alle già citate basiliche, erano anche comprese altre importanti tappe religiose, quali alcune catacombe che, come noto, già con papa Damaso I, erano divenute importantissime mete di pellegrinaggio, per rendere omaggio ai martiri che vi erano sepolti.

Inoltre, all’interno di questo percorso, infatti, che partiva da Santa Maria in Valicella, ci si trovava anche a pregare presso altri luoghi di culto dinnanzi ai quali si passava, tra cui la Scala Santa, ad esempio. Si faceva anche visita ai malati, come nel nosocomio di Santo Spirito in Sassia, quale opera di misericordia.

 

 

Ma perché le chiese erano sette? Come noto dalle Scritture, il numero sette è una cifra altamente simbolica ed è citata diverse volte in riferimento a differenti contesti. Qui il riferimento è all’Apocalisse di Giovanni ([…] Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. […])”che cita proprio le Sette Chiese che simbolicamente erano le sette comunità cristiane dell’Asia Minore, dette, appunto, anche “dell’Apocalisse”.

Un percorso, questo, intriso di religione, arte e storia assolutamente da fare, immersi nella grande bellezza della città di Roma.

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