
L'itinerario della via Prenestina è condotto dalla dott.ssa Emilia Panicali, curatrice del testo qui pubblicato. Info e prenotazioni: 0661661527; 3669430785.
La via Prenestina prendeva nome dalla città di Praeneste, l’attuale Palestrina, dove giungeva dopo 23 miglia: anticamente, nel suo primo tratto, era detta via Gabina, poiché portava alla città di Gabii. La zona tra Porta Maggiore e il Parco dei Gordiani è fittamente urbanizzata, perciò i singoli monumenti devono essere ricercati all’interno dei quartieri.
L’itinerario inizia a Porta Maggiore, realizzata dall’imperatore Claudio, che volle creare un monumentale ingresso nella città per i suoi acquedotti, a cavallo tra le vie Labicana e Prenestina, arco che per la sua imponenza divenne una delle porte delle Mura Aureliane. Il monumento, realizzato in un’eccezionale opera quadrata di travertino, è costituito da due archi sormontati da un alto attico tripartito da fasce in aggetto dove sono ben visibili le iscrizioni che ricordano la costruzione ad opera di Claudio e un restauro di epoca flavia.
Presso Porta Maggiore è stata scoperta nel 1917 un’aula sotterranea a tre navate divise da sei pilastri, con un’abside che conclude quella centrale: l’ambiente è stato interpretato in vari modi, ma l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una basilica neopitagorica costruita nella prima età imperiale, decorata con stucchi e pitture che rappresentano scene di vita quotidiana, figure mitologiche e figurazioni di contenuto simbolico-religioso. Nel piazzale antistante alla porta sono sparsi altri resti antichi, fra i quali il più importante è un piccolo monumento funerario a forma di altare in tufo e travertino con un fregio dorico a metope e triglifi.
Immediatamente fuori della Porta Maggiore, tra la via Labicana e la Prenestina, si trova il sepolcro di Eurisace, dalla particolare pianta trapezoidale, appartenuto, come testimoniato dall’iscrizione, a Marco Vergilio Eurisace, proprietario di un panificio. La professione di Eurisace è confermata dall’urna dove erano conservate le ceneri della moglie Atistia a forma di madia per impastare il pane, dai rilievi che rappresentano le varie fasi della panificazione e dagli elementi architettonici cilindrici che imitano i recipienti in cui veniva impastata la farina.
Imboccata la via Prenestina, subito dopo il piazzale Prenestino, è ben visibile il cosiddetto Torrione, un grande sepolcro circolare, di cui la cella in opera quadrata di tufo, alla quale si accede tramite un lungo corridoio, si è conservata molto bene. Proseguendo, nel mezzo di Largo Preneste, si conserva un colombario laterizio a tempietto, risalente alla metà del II secolo. Proseguendo su via Prenestina, a circa 1 km da Largo Preneste, c’è il Parco dei Gordiani, che si distende a sinistra e a destra della via, preceduto da una serie di sepolcri. Il sito viene identificato con la sontuosa villa della famiglia dei Gordiani descritta nella Historia Augusta. Le costruzioni che ci sono pervenute sono riferibili ad un periodo che va dal I sec. a.C. al IV sec. d.C.: è assai probabile, dunque, che la famiglia dei Gordiani possedesse questi terreni già prima dell’ascesa dei suoi membri al trono imperiale. La villa presenta varie fasi costruttive e i maggiori restauri e ampliamenti furono realizzati da Gordiano III. In epoca costantiniana furono costruiti la Basilica Circiforme e il Mausoleo, struttura confrontabile con complessi simili di epoca tetrarchica e costantiniana composti da basilica e mausoleo: un esempio è S. Costanza sulla via Nomentana.