
Prossima visita guidata al Palazzo del Quirinale: DOMENICA 20 MAGGIO H 9. Appuntamento 15' PRIMA all'ingresso principale del palazzo in Piazza del Quirinale; durata 1 ora e 45'; visita guidata € 10 per gli adulti, € 5 per i minori di 18 anni, gratis sotto i 10 anni; ingresso euro 5, gratis under 18 e over 65.
Prenotazione obbligatoria: tel. 0661661527; cell. 3383256383; 3669430785; mail: segreteria@amicidiroma.it.
Nel 1583 papa Gregorio XIII diede inizio alla costruzione di una residenza estiva, in una zona della città, il Quirinale, che per la sua altezza e posizione decentrata era ritenuta più salubre del Vaticano e del Laterano. La costruzione venne commissionata all'architetto Ottaviano Mascarino. I lavori terminarono nel 1585; la morte del Papa impedì infatti all’architetto di avviare un secondo progetto che implicava l'ampliamento dell’edificio per trasformarlo in un grande palazzo con un vasto cortile interno. L'edificio originario è ancora individuabile nella testata N del Cortile d'Onore, caratterizzata da una facciata a duplice loggia sormontata dalla torre panoramica nota come “torre dei venti”, o torrino, in seguito elevata con la realizzazione del campanile a vela su progetto di Maderno e Borromini.
A Domenico Fontana si deve attribuire la sistemazione della piazza antistante l’ingresso principale del Palazzo, con il restauro delle statue di Castore e Polluce (che fin dall'epoca romana erano presenti sul Quirinale, ed erano ritenute di Fidia e a Prassitele, come ancora dichiara il basamento), e la costruzione della prima fontana. Dal gruppo scultureo della piazza derivò il toponimo "Monte Cavallo", che designava sia la sommità del colle che la piazza, ancora oggi utilizzato dai romani più anziani.
Il Papa Paolo V Borghese ordinò il completamento dei lavori sulla parte principale del palazzo. Affidò i lavori a Flaminio Ponzio che costruì l'ala verso il giardino, la sala del Concistoro, oggi Salone delle Feste e la Cappella dell'Annunziata, decorata dal 1609 al 1612 da Guido Reni.
Papa Urbano VIII Barberini comprò nuovi terreni estendendo il palazzo verso oriente a vantaggio delle dimensioni del giardino che letteralmente raddoppiò; lo stesso Papa realizzò un muro di cinta che circondò il nuovo perimetro del complesso del Quirinale. Parti residue di questa cinta muraria si possono osservare su via dei Giardini.
Gian Lorenzo Bernini sotto papa Alessandro VII disegnò il settore detto “Manica Lunga”, realizzandone il primo tratto nel 1657-1659; l'edificio fu poi completato da Ferdinando Fuga nel 1730-1732 sotto papa Clemente XII; per terminare la Manica Lunga Ferdinando Fuga inglobò il casino del Conte di Cantalmaggio trasformandolo nella Palazzina del Segretario della Cifra, oggi conosciuta come Palazzina del Fuga, ospitante gli uffici e gli appartamenti privati del Presidente della Repubblica.
Durante la breve occupazione napoleonica il palazzo fu saccheggiato delle sue più importanti opere d'arte, tra cui 2 importanti quadri del Tiziano e del Guercino; tuttavia Napoleone non fece in tempo ad utilizzare il Quirinale come residenza privata.
Il Palazzo del Quirinale fu la residenza estiva del papa fino al 1870, quando Roma venne annessa al Regno d'Italia; diventò poi la residenza dei Re fino al 1946. L'ultimo pontefice a risiedere nel Quirinale fu Pio IX. I Savoia durante il loro soggiorno modificarono molti saloni per adattarli alle esigenze della Corte. L'antica Sala Regia fu rifatta e divenne l'attuale Salone delle Feste, usato per ricevimenti e come salone da ballo; si realizzò la raffinata decorazione neo-rococò della Sala degli Specchi, e si modificarono gli appartamenti pontifici nel nucleo antico del palazzo per adattarli alla vita della famiglia Reale.
Nella storia più recente del palazzo, Giovanni Gronchi fu il primo Presidente che vi abitò seguito da Antonio Segni, Giuseppe Saragat e Giovanni Leone, con le famiglie. Sandro Pertini e Francesco Cossiga utilizzarono il Quirinale come ufficio ma non vi abitarono mai. Oscar Luigi Scalfaro, a metà del suo mandato, vi si trasferì come pure vi si trasferirono con le rispettive famiglie i suoi due successori, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.