Itinerario n. 3. Il Campidoglio ed il Tempio di Giove Ottimo Massimo.


Tra i colli di Roma, il Campidoglio (lat. Capitolium) è senz’altro quello che meglio si prestava alla funzione di acropoli, per le sue caratteristiche orografiche. La sommità del colle arriva, in corrispondenza della chiesa di S.Maria in Aracoeli, a 46 metri sul livello del mare, ma più che l’altezza era la conformazione della collina, circondata da precipizi inaccessibili su quasi tutti i lati, a renderla particolarmente adatta alla difesa.

Due cime, il Capitolium a sud e l’Arx a nord, erano separate da una sella o depressione centrale, l’Asylum, attualmente corrispondente alla Piazza del Campidoglio; la chiesa di S.Maria in Aracoeli occupa il sito della antica Arx, mentre il Capitolium, dove sorgeva il grandioso Tempio di Giove Ottimo Massimo, corrisponde alla zona di Palazzo Caffarelli e Via del Tempio di Giove.

La tradizione mitologica riferisce che sul Campidoglio venne fondato dal dio Saturno il più antico villaggio, precursore della futura Roma. L’antichità dell’insediamento sul Campidoglio sembra comprovata dal rinvenimento di depositi ceramici dell’Età del Bronzo (XIV-XIII secolo a.C.: “facies appenninica”) negli scavi effettuati alle pendici del colle, presso l’area archeologica di Sant’Omobono.

Il Campidoglio sarebbe stato in un primo momento dominato dai Sabini, che lo conquistarono grazie all’aiuto di una giovane romana, Tarpea, che avrebbe aperto le porte ai Sabini, i quali, per tutta risposta, la uccisero seppellendola sotto i loro scudi.

Ciò che rendeva il colle capitolino di somma importanza nell’antichità, era sicuramente la presenza del tempio di Giove Ottimo Massimo, dedicato alla “triade capitolina” costituita da Giove, Giunone e Minerva. Il tempio, iniziato dal re Tarquinio Prisco ed inaugurato all’inizio dell’era repubblicana, era un monumentale edificio di ordine tuscanico (m. 53 di larghezza per m. 63 di lunghezza), con un pronao a sei colonne sulla fronte ed un posticum privo di colonnato, cui si appoggiavano le tre celle, destinate ad accogliere i simulacri delle tre divinità. La decorazione del frontone e del tetto fu opera del grande artista Vulca di Veio, al quale probabilmente dobbiamo anche le sculture acroteriali in terracotta policroma rinvenute nel santuario di Apollo a Veio.

Il tempio di Giove Ottimo Massimo, i cui resti costituiti da fondazioni in blocchi di cappellaccio sono oggi in parte visibili in Via del Tempio di Giove ed all’interno dei Musei Capitolini, tendeva a sostituire il grande santuario federale della lega latina, situato sul monte Albano, e pertanto a fare di Roma il fulcro politico e religioso della lega stessa.

La sommità dell’Arx capitolina accolse in seguito il Tempio di Giunone Moneta, costruito nel 344 a.C., presso il quale sorse in seguito la zecca di Roma. Sul sito del tempio di Giunone fu edificata nel VI secolo la primitiva chiesa di S.Maria in Aracoeli, con l’annesso monastero, demolito per far posto al c.d. “Vittoriano” tra il 1885 ed il 1911.

Una serie infinita di piccoli templi, sacelli, monumenti onorari, trofei, statue occupava l’area del colle capitolino: tra i più importanti possiamo citare i templi di Terminus e Iuventas, il Tensarium, dove venivano custoditi i carri destinati alle cerimonie sacre, il tempio di Fides, la Aedes Veiovis, la Aedes Opis ecc., edifici di cui oggi restano scarsissime tracce, visibili qua e là passeggiando per il colle.

Sul lato del Campidoglio rivolto verso il Foro Romano fu costruito nel 78 a.C. da Quinto Lutazio Catulo il Tabularium, sede dell’archivio dello Stato di Roma, utilizzato come roccaforte nel Medioevo dalla famiglia dei Corsi ed oggi sede del Palazzo Senatorio. Ai lati di questo si ergono in una spettacolare scenografia i magnifici Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, progettati come lo stesso Palazzo Senatorio da Michelangelo su incarico di papa Paolo III nel 1536 - 1538 e portati a termine dopo la morte dell’artista, da Giacomo della Porta e Girolamo Rainaldi.

Al centro della Piazza del Campidoglio si erge la celebre statua di Marco Aurelio, qui portata dall’antica sede di San Giovanni in Laterano, salvatasi nel corso dei secoli dalla distruzione perché creduta effigie del primo imperatore cristiano, Costantino. Si tratta in realtà di una copia, in quanto l’originale dell’opera d’arte è prudentemente custodito all’interno del Museo.
  
L’itinerario n. 3 (della durata di 2 ore) comprende: la scalinata di accesso c.d. “Cordonata”, Piazza del Campidoglio, Palazzo Senatorio, Palazzo dei Conservatori, Palazzo Nuovo, Santa Maria in Aracoeli, l'Insula dell'Aracoeli, Via del Tempio di Giove con le fondazioni del Tempio della Triade Capitolina, i resti del Tensarium, il Clivo Capitolino, il Tabularium.

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