Itinerario n. 9. Il Rione Trastevere, Santa Maria in Trastevere, il Rione Ripa e l'Isola Tiberina.



Trastevere
costituisce il XIII Rione di Roma, sulla riva destra del fiume Tevere, a sud della Città del Vaticano. Il nome è derivato dal latino trans Tiberim (oltre il Tevere), attribuito anche ad una delle regioni augustee. Lo stemma di Trastevere è una testa di leone d'oro dal significato dubbio. G. Baracconi, uno storico del XIX secolo, riferisce che dal 1100 al 1414 un leone veniva allevato in una gabbia collocata ai piedi del Campidoglio. Una volta un giovane si avvicinò alla gabbia e venne sbranato, pertanto fu deciso di eliminare la belva. Il leone scomparve dal Campidoglio e fu rimpiazzato da una lupa. La celebre spoglia leonina fu regalata al capo del Rione Ripa (in cui a suo tempo era compreso anche Trastevere) che la sotterrò in un suo giardino oltre il Tevere. Da allora quella sepoltura si trasformò in un importante luogo di memorie popolari. Così, quando nel XVIII secolo fu messa in atto la prima suddivisione moderna dei rioni storici, con la separazione di Trastevere da Ripa, al momento della scelta di un simbolo araldico per Ripa si optò per il timone di una nave, mentre il nuovo quartiere trasteverino scelse la testa di leone. Se tale nesso non può essere comprovato in maniera circostanziata e fattuale, tutta la vicenda sembra essere fuori discussione. Ai tempi dell’origine di Roma (753a.C) e fino alla nascita della Repubblica (509 a.C.), la zona di Trastevere era un territorio ostile situato sotto il dominio etrusco. Roma se ne impossessò per poter controllare il Tevere da entrambi i lati. All’epoca il Trastevere era collegato al resto della città da un semplice ponte di legno, il Ponte Sublicio. In piena età repubblicana, la fascia di terreno lungo il Tevere si popolò di mercanti, marinai e pescatori, e vi fu un'enorme affluenza di genti provenienti dall’Oriente, soprattutto ebrei e siriani. L’inserimento della zona di Trastevere nel territorio di Roma ha inizio con l'imperatore Augusto, che suddivise amministrativamente il territorio di Roma in 14 regioni. Il Trastevere costituiva la quattordicesima ed era anche chiamato regio transtiberina. Tuttavia, il quartiere era ancora fisicamente al di fuori della città vera e propria, fino all'imperatore Aureliano, che fece ampliare la sua cinta muraria per includervi anche Trastevere ed il Vaticano. Grazie alla diffusa prosperità del periodo imperiale, molti personaggi illustri fecero costruire la propria residenza in Trastevere: la domus di Clodia, amica di Catullo, e quella di Gaio Giulio Cesare. Il Trastevere del periodo medievale era caratterizzato da vie strette, poco illuminate e con andamento irregolare, che rendevano molto difficoltoso il passaggio con i carri; notevolmente accentuato era il contrasto tra le fastose residenze dei signori e le bicocche dei ceti popolari. Le vie furono lastricate grazie al papa Sisto IV, che fece pavimentare alcune strade inizialmente con laterizi messi a spina di pesce, poi con i sampietrini, più resistenti al passaggio dei carri. Un forte cambiamento avvenne nel 1586 con Sisto V, che stabilì i 14 rioni di Roma. Trastevere fu il XIII rione e ad esso fu accorpato anche il rione Borgo. In virtù della posizione appartata al di là del Tevere e dell'ambiente multietnico fin dal tempo dell'antica Roma, i Trasteverini formavano quasi una comunità a sé stante: gente povera ma fiera delle proprie origini, orgogliosamente consapevole dell’antichità della loro stirpe. Le donne trasteverine avevano fama di essere molto attraenti, con occhi e capelli neri, pelle chiara e splendidi tratti. Nel 1744 Papa Benedetto XIV attuò l’ultima modifica della suddivisione dei rioni, conferendo a Trastevere i limiti che conosciamo oggi. Dopo il 1870  furono eretti i possenti argini per scongiurare il pericolo delle esondazioni del Tevere. L’operazione diede senz’altro più sicurezza alla zona, a detrimento però di molti antichi edifici e scorci caratteristici ubicati lungo le rive, distrutti per far posto ai muraglioni. Al giorno d’oggi Trastevere conserva ancora intatto il suo fascino, grazie ai suoi vicoletti lastricati con sampietrini, su cui si affacciano numerosi resti di abitazioni popolari medioevali. Per tutta la notte Trastevere si anima di vita, grazie alla presenza di turisti sia italiani che stranieri, che affollano fino alle prime luci del mattino i pub ed i locali del quartiere, provocando, tra l’altro, non poco disagio ai residenti.

La Basilica di Santa Maria in Trastevere è la più interessante del rione Trastevere, oggetto del nostro itinerario. Situata nella omonima piazza, venne fondata già nel III secolo da papa Callisto I, ed in seguito fu rinnovata durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143). La facciata conserva nella parte superiore un mosaico originale del XIII secolo, ed è preceduta da un magnifico portico, disegnato nel 1702 da Carlo Fontana. L’interno è a tre navate scandite da colonne; si notino il magnifico soffitto ligneo, progettato dal Domenichino, autore anche della raffigurazione dell'Assunzione al centro, e altre pitture da riferire al restauro del XIX secolo, durante il pontificato di Pio IX. Nella prima cappella della navata destra possiamo osservare S.Francesca Romana di G.Zoboli, mentre nella seconda cappella è la Natività di E.Parrocel. Nel catino absidale si può apprezzare un mosaico con l'Incoronazione della Vergine, del XII secolo, impreziosito nella parte inferiore da Storie della Vergine di Pietro Cavallini (1291). Nella navata sinistra è la Cappella Avila, con stucchi barocchi di A.Gherardi (1680). Tra la quarta e la terza cappella è il Sepolcro di Innocenzo II, progetto dell'architetto Vespignani che eseguì anche restauri nella chiesa tra il 1866 e il 1877. Tra le numerose altre opere va menzionata l'icona della Madonna della Clemenza o Madonna Theotòkos, esemplare pregevole da attribuire forse al pieno VI secolo, caratterizzato da una rigida frontalità e da accesa policromia.

L'Isola Tiberina, con la sua caratteristica forma di imbarcazione, è situata nel tratto del Tevere vicino al Campidoglio; fa parte del Rione XII, Ripa. Lunga circa 275 m, larga quasi 70 metri, è celebre per avere ospitato il Tempio di Asclepio o Esculapio, il dio greco della medicina. Si accede all’isola da Ponte Fabricio e da Ponte Cestio; dall’estremità sud sono visibili i resti del Ponte Emilio, noto anche come Ponte Rotto. La tradizione vuole che dopo la sconfitta di Tarquinio il Superbo, il popolo di Roma gettasse il suo corpo nel Tevere, nel punto dove in seguito nascerà l'isola. Sul corpo affondato nel letto del fiume si accumularono i detriti, provocando la formazione dell'isola. Secondo un’altra tradizione, il popolo di Roma raccolse i covoni del grano seminato dal re nel Campo Marzio, e li gettò nel Tevere. Il loro accumulo determinò la formazione dell’isola Tiberina. Nel 293 a.C. Roma fu colpita da una terribile epidemia di peste. Dopo la consultazione dei Libri Sibillini, il Senato di Roma fece costruire un tempio dedicato ad Esculapio, e inviò una delegazione per ottenere la consegna del simulacro del dio. Al ritorno della delegazione, mentre risaliva il Tevere, un serpente (simbolo del dio) fu visto scivolare via dalla barca e guizzare in direzione dell’isola. L’evento miracoloso fu visto come l’espressa volontà di Esculapio di indicare il luogo dove edificare il tempio. Così fu fatto, e la terribile peste risparmiò Roma. L'evento portentoso colpì a tal punto il popolo di Roma, che l'isola fu sistemata in modo tale da rassomigliare ad una nave. Rivestimenti in travertino furono collocati lungo le rive, scolpiti ad imitazione della prua e della poppa, mentre un obelisco fu piazzato nel bel mezzo, a rappresentare l’albero maestro. Alcuni rimasugli del rivestimento in travertino sono tuttora conservati nella parte orientale e frammenti dell'obelisco sono ora nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nel settore meridionale dell'isola si ergeva invece il Tempio di Fauno. Nel Medioevo il tempio di Esculapio venne utilizzato come residenza fortificata dalla famiglia dei Pierleoni, ed in seguito dai Caetani. Il Palazzo Pierleoni Caetani accolse quindi un convento francescano e fu adibito, in caso di epidemia, a lazzaretto. Nel '900 fu dato in uso all'Ospedale Israelitico. Il settore a monte dell'isola, costruito tra il 1930 e il 1935 su disegno del Bazzani, accoglie attualmente l'Ospedale Fatebenefratelli

Durata della passeggiata: due ore circa.


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