Sabato 27 gennaio, h 21: Passeggiata serale del Gianicolo, da San Pietro in Montorio al faro degli Italiani d'Argentina

                       

Il colle 
Gianicolo deriva il suo nome dall’aver accolto, in epoca romana, un tempio sacro al dio Giano, protettore delle porte e dei passaggi, intesi sia in senso materiale che metaforico. La passeggiata si svolge tra viali alberati, antichi monumenti e romantiche piazze, con lo sfondo superbo del panorama sull’intera città!

Iniziamo da quel piccolo e meraviglioso gioiello del Rinascimento che è San Pietro in Montorio, con l’annesso chiostro all’interno del quale si trova il Tempietto costruito da Donato Bramante agli inizi del 1500, che rappresenta il primo e più compiuto esempio di architettura rinascimentale. La chiesa, fatta edificare dai Reali di Spagna alla fine del XV secolo sul luogo in cui San Pietro, secondo la tradizione medievale (priva di fondamento storico) sarebbe stato crocifisso a testa in giù, è famosa anche per aver custodito le spoglie di Beatrice Cenci, condannata a morte e decapitata nel 1599 a seguito dell’omicidio del padre Francesco, uomo dissoluto e dedito ai peggiori crimini. La storia di Beatrice, tra le più commoventi, si conclude in modo tragico e con un epilogo leggendario: l’apparizione del suo fantasma, con la testa sottobraccio, a mezzanotte dell’11 settembre, anniversario della sua ingiusta esecuzione.

Ci spostiamo in direzione del fontanone del Gianicolo, non senza aver fatto tappa, prima, al sacrario dei caduti per Roma nei moti rinascimentali del 1848-49, che accoglie anche le spoglie di Goffredo Mameli: ripercorreremo insieme le vicende della seconda repubblica romana del 1849 e l’eroica difesa garibaldina della città contro il proditorio attacco delle truppe francesi, accorse in aiuto del papa Pio IX dopo la sua cacciata da Roma e la instaurazione della effimera Repubblica Romana.

Il fontanone dell’Acqua Paola sul Gianicolo, meta romantica degli innamorati di tutto il mondo, è la fontana terminale dell’antico acquedotto fatto costruire dall’imperatore Traiano nel 109 d.C., distrutto durante le incursioni dei goti nel VI secolo e ripristinato agli inizi dei 1600 da papa Paolo V Borghese (da cui il nome). Magnifica la facciata sapientemente illuminata di notte, ornata dalle antiche colonne provenienti dai portici della basilica costantiniana di san Pietro. Da qui, il panorama sulla città nella quiete notturna, è mozzafiato.

Ci incamminiamo per la Passeggiata Garibaldina, lungo il viale costellato dai busti marmorei degli eroi del Risorgimento,  arrivando fino al belvedere, dove spicca il monumento equestre di Giuseppe Garibaldi, al centro della piazza; qui si trova anche il cannone (obice a fusto mobile della prima guerra mondiale), che ogni giorno tuona puntuale per annunciare il mezzodì. Vogliamo cogliere l'occasione per ricordare in proposito il grande attore Checco Durante con una sua poesia in dialetto romanesco che così recita: "St'usanza che pareva bella e morta / è tornata de moda 'n'artra vorta. / Mo' mezzogiorno a tutte le perzone / j'ariviè segnalato dar cannone. / Quanno lo sento penzo co' la mente / na preghiera che viene su dar core / e mormoro: Signore! / Fa ch'er cannone serva solamente / pe' dì all'umanità / che sta arrivanno l'ora de magnà".

Dopo la sosta per le foto, si prosegue alla volta del monumento equestre dedicato ad Anita, moglie dell’eroe dei due mondi, opera bronzea di Mario Rutelli; il monumento è leggermente discosto dalla strada e non è illuminato, ma forse proprio questo accresce il suo fascino e induce a ripercorrere con la memoria l’epopea risorgimentale ed il sacrificio di Anita, inseparabile compagna di Garibaldi, morta al quarto mese di gravidanza durante una disperata fuga da Roma con gli austriaci e la polizia pontificia alle costole, nel tentativo di raggiungere la Repubblica di Venezia.

Il percorso termina presso il Faro degli Italiani d’Argentina, donato dai nostri connazionali emigrati in Sudamerica in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Durata della visita guidata: 1 h e 30’. Appuntamento in Piazza di san Pietro in Montorio, di fronte alla chiesa; termine al faro degli Italiani d’Argentina.

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