Sabato 27 maggio h 20,30: Mostra alle scuderie del Quirinale: Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna
            

Appuntamento alle 20,30 all'ingresso delle scuderie del Quirinale, nell'area riservata ai gruppi (non mettersi in coda); la nostra guida sarà riconoscibile con un cartello ROMOLO E REMO. Quota di partecipazione comprensiva di servizi guida,  ingresso SENZA FILA e noleggio whisper: intero euro 20, euro 12 per i minori di 14 anni, gratis sotto 6 anni. Pagamento in loco, in contanti alla guida.

(Durata visita guidata 1 h e 15').

La mostra presso le SCUDERIE DEL QUIRINALE, a cura di Gonzalo Redín Michaus, è una co-organizzazione italo-spagnola e presenta per la prima volta in Italia le opere di Patrimonio Nacional, istituzione pubblica che tutela e valorizza il patrimonio artistico nella disponibilità della Corona.
 
Attraverso una straordinaria selezione di capolavori artistici, la mostra riflette gli strettissimi legami politici e culturali intercorsi tra i due Paesi nel XVII secolo, periodo in cui il collezionismo spagnolo di arte italiana rilancia la tradizione iniziata nel Cinquecento con Carlo V. In questo quadro culturale, le figure di Caravaggio e di Bernini rappresentano i cardini su cui si sviluppano rispettivamente la prima e la seconda metà del secolo, tra Naturalismo, Classicismo e Barocco.
 
Simbolo di questo scambio sono due tra i capolavori in mostra: la 'Salomè' con la testa del Battista di Caravaggio (Madrid, Palacio Real), di cui il recente restauro ha rivelato l’eccezionale qualità pittorica, e 'La tunica di Giuseppe' di Diego Velázquez, dall’Escorial. Moltissime altre opere, come il Crocifisso del Bernini (proveniente dal Monastero di San Lorenzo dell’Escorial e raramente accessibile al pubblico), sono state commissionate o acquistate dai mandatari del re. Altre ancora sono state comprate dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia, alla morte dei quali sono andate ad accrescere le collezioni reali: è questo il caso della 'Salomè' di Caravaggio. In altri casi, le opere in mostra costituirono i doni diplomatici da parte di principi e governatori della Penisola al fine di ingraziarsi protezione e favori: è questo il caso di due tra i dipinti più spettacolari in mostra, 'Lot e le figlie' di Guercino e 'La conversione di Saulo' di Guido Reni, donati a Filippo IV dal principe Ludovisi per garantire la protezione spagnola sul minuscolo Stato di Piombino.
 
Un altro riflesso di questo interesse è l’invito a lavorare a corte rivolto ai maestri italiani, come è avvenuto a Luca Giordano, attivo in Spagna per ben dieci anni. Viceversa, lo spagnolo José de Ribera giunge a Roma nel 1606 e trascorre la maggior parte della sua vita a Napoli; Ribera è presente in mostra con cinque capolavori tra cui il celebre e magnifico 'Giacobbe e il gregge di Labano'.
 
Nel 1819 il re Ferdinando VII istituisce il Museo Real – in seguito Museo del Prado– dove sono state raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali. Le opere che non sono state trasferite nel museo, sono rimaste nelle residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti Reales Sitios.
 
Nel 1865 la regina Isabella II rinuncia alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cede la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional: è da questo straordinario fondo collezionistico, tutt’oggi sottoposto alla sua tutela, che i capolavori oggi presentati a Roma sono stati selezionati sulla base del loro eccezionale valore artistico e storico.

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