
Il sepolcreto del Foro, di cui resta tuttora in vista una discreta porzione subito a destra del tempio di Antonino Pio e Faustina, ha restituito vestigia delle sepolture protostoriche nella zona compresa tra le pendici del Palatino e della Velia, dove esistevano insediamenti capannicoli. Il sepolcreto fu scoperto nel 1902 e attualmente è visibile all’interno di un’area recintata coperta con aiuole d'erba, che riproducono le forme delle tombe sottostanti.
Le tombe più antiche nella Valle del Foro sono state trovate presso le fondamenta dell'Arco di Augusto e sono databili agli inizi del X secolo a.C.; la necropoli si sviluppò poi in direzione Est, verso la zona che verrà occupata in età imperiale dal tempio di Antonino Pio e Faustina.
La zona nei pressi del tempio comprende circa 30 sepolture, costituite da tombe a pozzetto ed entro fosse terragne; i relativi corredi sono oggi conservati nell'Antiquarium Forense. Le tombe di adulti, più di frequente ad incinerazione, arrivano fino alla metà dell’VIII secolo a.C., mentre le tombe di bambini proseguono fino alla fine del VII secolo a.C., e sono in prevalenza ad inumazione.
Dopo l’inclusione della Valle del Foro nell’area urbana e la sua prima pavimentazione, le sepolture successive furono spostate nella Necropoli dell'Esquilino, con corredi più ricchi, articolati e contenenti anche armi, caratteristici di una classe che si autoidentificava come aristocratica e guerriera.