Sabato 27 maggio, h 11,30: La chiesa ed il convento di Trinit dei Monti, con le celebri anamorfosi IN ESCLUSIVA
                 


La chiesa di Trinità dei Monti e gli affreschi di Daniele da Volterra non devono far dimenticare il convento omonimo, che custodisce tesori poco noti. L’ingresso del convento si trova in cima alla scala, a sinistra della chiesa.

Guidati da una suora della Fraternità monastica di Gerusalemme, si entra nel chiostro ornato da un ciclo decorativo e in una piccola cappella del XIX secolo dedicata alla fondatrice del Convento, prima di scoprire i punti forti della visita: due anamorfosi, un astrolabio catottrico e un refettorio completamente affrescato in trompe-l’oeil. Si può completare la visita con la camera detta “del pappagallo” e un passaggio nelle cappelle della chiesa, in modo da poter pienamente apprezzare la straordinaria Deposizione di Daniele da Volterra.

Il giro inizia dal chiostro del convento: il ciclo decorativo racconta episodi della vita di San Francesco di Paola (1416-1507), fondatore dell’ordine dei Minimi, per i quali era stato creato il convento. Gli affreschi non presentano tutti lo stesso interesse, alcuni inoltre sono molto danneggiati a causa delle sovrapposizioni successive e di restauri mal riusciti. Da notare un’opera del Cavalier d’Arpino, La Canonizzazione di San Francesco di Paola, primo affresco a destra entrando nel chiostro, accanto ad opere di autori minori come Girolamo Massei, Cristoforo Roncalli, Giacomo Semenza. Tra le lunette figura una serie di ritratti insoliti per Roma: i Re di Francia, da Faramondo fino a Luigi XIV, dipinti da Avanzino Nucci nel 1616.

                              

Al primo piano del convento, il corridoio che circonda il chiostro accoglie due rare anamorfosi, risultato di una serie di ricerche sulla prospettiva. Fino al XVIII secolo il convento accolse religiosi francesi dell’ordine dei Minimi, alcuni dei quali conducevano importanti lavori scientifici, come Padre Emmanuel Maignan (1601-1676) e il suo discepolo Padre Jean Francois Niceron (1613-1646), entrambi interessati in maniera particolare all’ottica e alla prospettiva. Le loro ricerche in questo campo avevano portato alla realizzazione delle due anamorfosi affrescate sui lati opposti del chiostro, sulla cui attribuzione esistono diverse teorie.

La prima anamorfosi, in chiaroscuro, visibile in modo radente entrando nel corridoio, rappresenta Francesco di Paola in preghiera, inginocchiato ai piedi di un albero. Quando si è di fronte all’affresco la figura del Santo scompare, lasciando apparire un paesaggio, una baia circondata da colline. Si tratta di una veduta della Calabria, regione di provenienza dell’eremita, dove sono raffigurati anche dettagli della vita del Santo. Analogamente, sull’altro lato del chiostro, sempre al primo piano, si trova un’altra opera anamorfica raffigurante san Giovanni Evangelista che scrive l’Apocalisse; la visione frontale mostra invece un paesaggio, quello dell’isola di Patmos, dove il Santo avrebbe avuto una visione di Cristo.

Durata visita guidata 1 h e 30'.

Appuntamento almeno 15 minuti prima di fronte alla chiesa della Trinità dei Monti, presso l'obelisco; quota di partecipazione euro 18 adulti, euro 14 per i minori da 10 a 17 anni, euro 2 sotto 10 anni; la quota include il biglietto di ingresso, i diritti di prenotazione ed il servizio guida. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0661661527; 0692939974; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.


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