Itinerario n. 13. La Via Appia, il Mausoleo di Cecilia Metella ed il Circo di Massenzio.



Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio fece costruire una strada che, passando per la regione delle paludi pontine, metteva in comunicazione diretta Roma con Capua: questa strada si chiamò dal nome del suo costruttore, Via Appia. Successivamente prolungata fino a Benevento, poi, agli inizi del II secolo a.C., fino a Venosa ed a Taranto ed infine condotta fino a Brindisi, la via divenne la "regina" di tutte le strade che si dipartivano dall'Urbe, la regina viarum. Essa infatti apriva le porte di Roma alla Grecia ed all'Oriente, le provincie più ricche, più evolute ed importanti di tutto l'Impero.

Al tempo di Traiano, nei primi anni del II secolo d.C., venne realizzata un'alternativa, la Via Appia Traiana, che da Benevento conduceva direttamente a Brindisi senza più passare per Taranto: così l'intero percorso di 365 miglia, pari a 540 km, poteva essere compiuto in una dozzina di giorni. Leggendari episodi e ricordi storici sono legati alla Via Appia e ai territori che questa attraversava: dal duello fra gli Orazi e i Curiazi alla minacciosa marcia di Annibale che, nel 211 a.C., arrivò con duemila cavalieri fino in vista della Porta Capena, e al funerale di Scipione l'Africano; dai ritorni dei generali trionfatori dalle conquiste d'Oriente fino all'arrivo a Roma di San Paolo prigioniero e alla fuga e al ritorno di San Pietro.

In prossimità delle città che attraversava, l'Appia era fiancheggiata da ville signorili e da sepolcri di ricchi personaggi, secondo un uso allora corrente; ma specialmente alle porte di Roma il primo tratto della strada era un'autentica via sepulcralis. Su entrambi i lati si succedevano ininterrottamente tombe e monumenti funebri d'ogni tipo (a tumulo, ad arca, ad esedra, a tempietto, a edicola, a piramide) che, ornati di statue, di rilievi e di iscrizioni e immersi nel verde della campagna e delle ville patrizie, conferivano alla strada un aspetto solenne e suggestivo.

Numerosi ruderi di monumenti insigni restano ancora a testimoniare l'importanza della regina di tutte le strade: dal Sepolcro degli Scipioni al Circo di Massenzio, dalla Tomba di Romolo, figlio dello stesso Massenzio, alle Ville dei Quintili e dei Sette Bassi (per non dire dei monumenti cristiani come le Catacombe, la Basilica di San Sebastiano e la Chiesetta del Quo Vadis).



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