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Visite guidate a Roma, individuali e per gruppi italiani e stranieri - Attivitą didattica ed escursioni per le scuole
Dopo tredici anni, la risposta di Mario Torelli



A distanza di ben tredici anni dalla identificazione dei titolari della tomba dell'Orco, il Prof. Torelli si è finalmente pronunciato sulla vicenda, con una relazione dal titolo “Spurinas e non Murinas. I fondatori della tomba dell'Orco di Tarquinia”, nel corso del convegno L'écriture et l'espace de la mort, tenutosi dal 5 al 7 marzo 2009 presso la Scuola Francese di Roma, nella prestigiosa sede di Piazza Navona, con il coordinamento scientifico della Prof.ssa M.-L. Haack dell'Università di Limoges.

Il convegno, incentrato sul tema dell'epigrafia propria del contesto funerario, è stato caratterizzato da interventi di grande spessore scientifico, frutto di un intenso lavoro filologico e ricostruttivo, come nel caso di F.De Angelis, "Il destino di Hasti Afunei. Donne e rapporti familiari nell'epigrafia funeraria di Chiusi", ma anche da contributi a carattere riempitivo senza nessun valore di novità scientifica come nel caso di D.F.Maras, "Storie di dono: l'oggetto parlante si racconta", contributo relativo ai formulari di dono in ambito privato-aristocratico documentati nell'epigrafia etrusca più antica, in cui originalissimi spunti di ricerca già introdotti negli anni passati da Giovanni Colonna, sono stati riproposti in modo ripetitivo e scolorito, tra l'altro senza alcuna connessione con il tema specifico del convegno, la "scrittura e lo spazio della morte".

Il Prof. Torelli ha dovuto riconoscere l'esistenza, peraltro inconfutabile, delle iscrizioni con il nomen Murinas all'interno della tomba, con le conseguenze che ne derivano sul piano interpretativo. Tuttavia, per salvare in qualche modo la sua precedente ipotesi, ha concluso che negli Spurinas dovrebbero essere riconosciuti solo i più antichi fondatori del monumento agli inizi del IV secolo a.C. La gens avrebbe avuto fortuna fino al III secolo quando, in un contesto storico non meglio specificato, avrebbe perso il suo potere e si sarebbe veduta costretta a cedere la tomba gentilizia ai nuovi venuti, i Murinas, i quali una volta entrati in possesso del monumento avrebbero provveduto ad una vera e propria damnatio memoriae nei confronti degli antichi proprietari e quindi ad una parziale demolizione del ciclo pittorico, inserendo poi gli epitaffi con il loro nome.

L'argomento della damnatio memoriae contro gli Spurinas ha mostrato fin da subito la sua debolezza, nel corso del dibattito scientifico seguito alla relazione del Torelli. Il Prof. Giovanni Colonna, infatti, presente al convegno e come sempre molto attento e scrupoloso, con i suoi modi sornioni e cortesi è intervenuto osservando che:

1. Se veramente ha avuto luogo una damnatio memoriae contro gli Spurinas all'interno della tomba, non si spiega come mai ci si sarebbe accaniti contro le altre parti, meno importanti, del ciclo pittorico, e non si sia invece provveduto in primis alla cancellazione del fregio della nicchia centrale dell'Orco I, contenente il presunto “quadro familiare” dei fondatori Spurinas al completo.

2. La tesi di una progressiva perdita di importanza e vitalità degli Spurinas nel corso del III secolo non è sostenuta da alcun tipo di evidenza ed appare come una lectio difficilior: semmai, la abbondantissima documentazione epigrafica in lingua latina della gens ormai romanizzata in Spurinnae (sia a Tarquinia che fuori) tra il II ed il I secolo a.C., testimonia proprio il contrario, ovvero una continuità di vita ed attività della antica famiglia etrusca fino all'età imperiale romana, quando addirittura si collega ad altri rami di famiglie nobiliari etrusche anch'esse romanizzate, come ad esempio i Vestarcnie, che diventano i Vestricii.

Anch'io, diretto interessato, ho cercato di intervenire dopo il brillante intervento di Giovanni Colonna, leggendo pubblicamente un breve testo preparato in precedenza, visto che le conclusioni cui voleva giungere il Prof. Torelli erano facilmente immaginabili in base al titolo della sua relazione.

Durante la lettura del mio testo, a seguito degli evidenti segnali di nervosismo di una parte dell'uditorio e in particolare del Prof. Torelli, messo alle strette dalla risposta del Colonna e dal mio stesso intervento, sono stato letteralmente zittito dalla coordinatrice del congresso, la Prof.ssa M.-L. Haack, imbarazzata ed indispettita dalle critiche avanzate nei confronti del grande luminare. A causa di questo gesto di incredibile maleducazione ed in puro stile camorristico da parte di M.-L. Haack, sono stato costretto ad interrompere più volte la lettura, leggendo troppo in fretta, saltando direttamente alle conclusioni,  e impedendo alle molte persone presenti, interessate al dibattito, di comprendere fino in fondo tutti gli elementi della appassionante vicenda.

Di fronte alle grandi questioni interpretative che rendono l'archeologia così affascinante, l'eccessivo sapere può far male alla ricerca della verità. In alcuni casi la realtà è molto più semplice ed a portata di mano di quanto non si immagini: basta deporre il proprio orgoglio di grande luminare, ed ecco che l'umiltà ti apre gli occhi, e ti fa vedere cose che prima non vedevi, perché avevi davanti il muro di cemento della tua immensa dottrina. Quanto al Prof. Torelli, sarebbe stato molto più elegante e degno di un grande ricercatore riconoscere ed ammettere il contributo illuminante delle scoperte epigrafiche compiute da chi scrive, piuttosto che cercare di salvare in extremis un'ipotesi priva di qualsiasi fondamento scientifico.

                                                                                     Massimo Morandi Tarabella


Riferimenti Bibliografici sulla Tomba dell'Orco di Tarquinia.

Bibliografia completa e studi di carattere iconografico sulla Tomba dell'Orco in: S.Steingraeber, Catalogo Ragionato della Pittura Etrusca, Milano 1984, pp. 334-337, n. 93, 94, 95, tavv. 127-134; E.P.Markussen, Painted Tombs in Etruria. A Catalogue, Rome 1993, pp. 175 sgg.; C.Weber-Lehmann, "Ulisse nella Tomba dell'Orco II a Tarquinia", in Ulisse. Il Mito e la Memoria, Catalogo Mostra, Roma 1996, pp. 160-173. Sulla questione della individuazione della gens titolare, alla luce della nuova scoperta: M.Morandi-G.Colonna, "La gens titolare della tomba tarquiniese dell'Orco", in Studi Etruschi, vol. LXI, 1996, pp. 95-102, tavv. XXII-XXIV; M.Morandi, "L'iscrizione CIE 5359 (= TLE 86) nella nicchia di fondo della tomba dell'Orco I a Tarquinia", in Archeologia Classica, vol. LI, 1999-2000, pp. 277-282; M.Morandi Tarabella, Prosopographia Etrusca. I. Corpus. 1. Etruria Meridionale, Roma 2004, pp. 318 sgg., s.v. "Murina".

***Per visitare la tomba dell'Orco di Tarquinia e ripercorrere insieme al dott. Massimo Morandi Tarabella le tappe fondamentali di questa sensazionale scoperta archeologica, potete scriverci all'indirizzo segreteria@amicidiroma.it, o chiamarci ai nn. 0661661527; 3383256383; 3474708351.

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