
VISITA GUIDATA A TARQUINIA ETRUSCA: data da destinarsi, INTERA GIORNATA.
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GITE SCOLASTICHE A TARQUINIA ETRUSCA...
Informazioni e prenotazioni per l'escursione didattica alla necropoli, al Museo Nazionale ed al borgo medievale di Tarquinia: 0661661527; 0666734778; 3669430785; segreteria@amicidiroma.it.
La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarchna in etrusco, derivato dal nome del mitico Tarconte; fino al 1872 Corneto, fino al 1922 Corneto-Tarquinia) fu una delle grandi metropoli della Dodecapoli Etrusca. Fin dal VII secolo a.C. diede a Roma la dinastia dei re Tarquinii (Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo), che ebbe un ruolo fondamentale nella storia di Roma arcaica. In seguito Tarquinia fu coinvolta in varie guerre con Roma, e da Roma fu infine conquistata all'inizio del III secolo a.C. Da quel momento il municipio di Tarquinii fu parte dell’ager romanus (regio VII Etruria). Nel V secolo d.C. entrò a far parte del regno romano-gotico di Teodorico. Nella prima metà del VI secolo subì le pesanti conseguenze della guerra greco-gotica e nella seconda metà del VI secolo entrò a far parte del Ducato longobardo della Tuscia. Nella seconda metà dell'VIII secolo la Tuscia fu prima annessa ai possedimenti carolingi e poi fu donata al papa come parte integrante dello Stato della Chiesa. Già a partire dal VI secolo d.C. si avviò l’abbandono del municipio romano di Tarquinii, che andò incrementandosi in età medievale, per poi concludersi nel tardo medioevo, quando l’antico abitato si era ormai ridotto ad un semplice castellum fortificato.
Nell’XI secolo sul colle adiacente al pianoro dell’antica città etrusca si insediò il nucleo medioevale di Corneto, in corrispondenza di una zona recante vestigia archeologiche di un insediamento villanoviano, con la relativa necropoli il cui uso era poi continuato anche in epoca etrusca. Nel 1144 Corneto (nome forse riferito all’abbondanza della pianta selvatica del corniolo nella zona di Tarquinia) divenne libero Comune instaurando relazioni commerciali con Genova nel 1165 e con Pisa nel 1177. Nel 1245 oppose una fiera resistenza all'assedio dell'imperatore Federico II, con episodi di eroismo da parte dei suoi cittadini. Dopo essersi opposta anche alle mire espansionistiche della Chiesa, Corneto fu infine sconfitta dal cardinale Egidio Albornoz (1355) e da allora rimase senza più alcun sussulto indipendentista nello Stato Pontificio.
L'antico abitato etrusco sorgeva sul pianoro detto Pian di Civita, adiacente al Colle dei Monterozzi dove è ubicato l'abitato odierno e dove si trova la necropoli etrusca, e da questo separato dal Fosso di San Savino. I resti antropici più antichi sul Pian di Civita risalgono a un grande nucleo abitativo villanoviano (IX-VIII secolo a.C.) che grazie alle indagini archeologiche si è potuto valutare intorno ai 150 ettari di ampiezza. Dell’abitato etrusco oggi sono visibili in particolare le poderose rovine di un edificio templare, la cosiddetta Ara della Regina (dimensioni conservate m. 44 × 25), databile nel IV secolo a.C.; di forma molto allungata con cella singola e pronao colonnato, era costruito in blocchi di tufo in opera quadrata con tetto in legno e decorazioni fittili policromate. È inoltre identificabile, ed in parte è stato scavato e portato alla luce dal Romanelli, il circuito murario difensivo, il cui primo impianto risale al VI secolo a.C. Di grande interesse archeologico sono le estese necropoli caratterizzate da numerosissime tombe scavate nel banco roccioso e sormontate da tumuli costruiti a blocchi di calcare, nelle quali si conserva un’eccezionale serie di affreschi, che costituiscono la più ricca manifestazione a noi giunta di arte etrusca.
Le camere ipogee, scolpite ad imitazione degli interni delle residenze private, hanno pareti ornate da affreschi con scene raffiguranti banchetti funebri, giochi, danze, suonatori di aulós, paesaggi naturali, resi con incredibile realismo e vivacità, con policromia intensa e vivacissima. Dopo il V secolo a.C. figure mostruose di esseri ultraterreni, demoni e divinità presenziano le scene di commiato dal defunto. Tra i monumenti sepolcrali più notevoli si ricordano le Tombe cosiddette del Guerriero, della Caccia e Pesca, degli Auguri, dei Giocolieri, dei Leopardi, del Barone, dell'Orco, degli Scudi. Alcuni affreschi, staccati dalle pareti delle tombe a scopo conservativo, sono oggi esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, ma la maggioranza delle pitture si può tuttora apprezzare direttamente negli ambienti funerari per i quali furono realizzate. Di tono minore sembra essere la scultura in pietra, testimoniata da rilievi su lastre o nella figura del defunto recumbente sul coperchio dei sarcofagi; è degno di menzione in particolare il sarcofago dalla Tomba dei Partunu, databile nel pieno IV secolo a.C.
Tra le opere della coroplastica, uno splendido frammento di altorilievo con cavalli alati, proveniente dal frontone dell’“Ara della Regina”, è conservato nel citato Museo Archeologico Nazionale, ove è esposta anche un'importantissima serie di manufatti ceramici, bronzi laminati e oreficerie, rilievi e terrecotte, databili dal periodo villanoviano (IX-VIII secolo a.C.) al periodo etrusco più tardo (I secolo a.C.-I secolo d.C.).
La città moderna ci ha conservato uno spiccato aspetto medievale, spettacolare nelle sue numerose torri, nelle mura perfettamente conservate, nelle sue chiese, tra cui spicca la ex cattedrale di Santa Maria in Castello, costruita tra il 1121 ed il 1208, con splendido pavimento cosmatesco nel quale sono stati individuati numerosi frammenti di sarcofagi etruschi, provenienti dalla Tomba degli Scudi, di proprietà della antica gens dei Velchas. Il nucleo storico della cittadina è dominato dal grandioso Palazzo Vitelleschi: iniziato nel 1436 e terminato in sobrie movenze rinascimentali intorno al 1480, è attualmente sede del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. Al Rinascimento sono riferibili inoltre gli affreschi di Antonio del Massaro da Viterbo (detto "il Pastura") nel coro del Duomo e quelli (di autore ignoto) nel palazzo Vitelleschi. Tra gli edifici barocchi è pregevole la Chiesa del Suffragio.