Il noviziato dei Gesuiti, le stanze di Stanislao Kostka e la sagrestia di Sant'Andrea al Quirinale



La maggior parte dei visitatori di Sant'Andrea al Quirinale, la "perla del barocco" opera di Gian Lorenzo Bernini, si limita alla visita della chiesa, senza rendersi conto di perdere una parte di notevole interesse. Un passaggio in fondo alla chiesa a destra conduce in un corridoio in cui si trova una persona incaricata di cendere cartoline e altri souvenirs. Da qui si accede a due dei luoghi più significativi dell'edificio: bisogna esserne a conoscenza, perché sono generalmente chiusi.

Facendone richiesta, si può entrare nella superba sacrestia, opera anche questa del Bernini. Abbellita da un soffitto affrescato, la sala può essere ammirata con le luci che verranno accese per noi; analogamente, su richiesta ed al modico prezzo di 1 euro, si può accedere al primo piano dell'edificio, che ospita il seminario dei Gesuiti, nelle sale che accolgono le memorie di San Stanislao Kostka. Nato in Polonia nel 1550 e morto a Roma a soli 18 anni, Stanislao Kostka entra nel noviziato dei Gesuiti a 16 anni, dopo i suoi studi viennesi. Contro la volontà di suo padre e del fratello maggiore, era fuggito da casa nel 1567 e aveva attraversato tutta la Germania a piedi, prima di raggiungere Roma.

Nella seconda sala si trova una scultura, eccezionale e poco conosciuta, di Pierre Legros il giovane, realizzata tra il 1702 ed il 1703; la scultura, realizzata in marmi policromi, raffigura il santo sul letto di morte; il marmo rede perfettamente anche le più minute pieghe della sua veste. La tunica in marmo nero è straordinaria: assomiglia più al mantello di un dandy del XIX secolo che a una veste religiosa, segno che il santo non era ancora stato ordinato prete.

Noterete anche che, stranamente, il dipinto situato dietro il letto marmoreo è stato ritagliato: la tela di Tommaso Minardi, che rappresenta il santo accolto dalla Vergine, Santa Barbara, Santa Cecilia e Sant'Agnese, è stato messo al suo posto dopo la scultura di Legros: questa arrivava fino al muro e si dovette tagliare una parte della cornice per poter inserire il quadro.


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