Il Laterano fu la residenza dei papi fino al 1305, quando da Roma si trasferirono ad Avignone. L'antico palazzo di residenza, il Patriarchio, fu demolito nel 1586 da Domenico Fontana per ordine di Sisto V, per far posto all'attuale Palazzo Lateranense.
Nell'angolo destro di Piazza San Giovanni in Laterano è il Battistero, eretto da Costantino dove, secondo una tradizione consolidata ma non storicamente attendibile, egli sarebbe stato battezzato da San Silvestro. Fu in seguito ricostruito da Sisto III (432-440) e successivamente fu restaurato più volte. Si tratta di un edificio in laterizio a pianta ottagonale, con otto colonne che sostengono la trabeazione ed altre otto di marmo che sorreggono la cupola. Pregevoli sono i mosaici della Cappella di San Venanzio, eretta nel 640 da Giovanni IV, in ottimo stato di conservazione.
Nel lato sinistro della piazza è la Scala Santa: secondo la tradizione sarebbe la stessa che Gesù salì nel Pretorio di Ponzio Pilato, e sarebbe stata portata a Roma da Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Alla sommità della scala è la cappella privata dei papi nell'antico Patriarchio, denominata Sancta Sanctorum, splendidamente ornata dai Cosmati nel 1278. Al centro dell'atrio, ai lati della scalinata, sono due splendidi gruppi scultorei di Jacometti, il Bacio di Giuda e Pilato che mostra Cristo al popolo (1854).
La Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, è madre e capo di tutte le chiese di Roma e del mondo. Fondata da Costantino tra il 313 ed il 318 con il titolo di Basilica Sanctissimi Salvatoris, secondariamente dedicata ai Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, fu più volte distrutta e riedificata: la Basilica attuale risale al XVII secolo. L'imponente facciata in travertino fu costruita nel 1735 da Alessandro Galilei, che vinse l'appalto a seguito di un concorso pubblico. Entrati nel portico, si osservano una statua di Costantino proveniente dalle sue terme sul Quirinale, e le porte di bronzo tolte dalla Curia Senatus nel Foro da Alessandro VII (1655-1667).
L'interno, a cinque navate, ben poco conserva della basilica paleocristiana: gli interventi del Borromini hanno introdotto radicali mutamenti nell'antica struttura medievale. Gli affreschi che decorano la navata mediana sono del Muratori e di altri pittori manieristi; le statue degli Apostoli, entro nicchie nella navata centrale, sono della scuola del Bernini. I bassorilievi sono fra le opere più rilevanti dell'Algardi (1603-1654). Il sontuoso soffitto, disegnato forse da Pirro Ligorio, fu iniziato nel 1562 ed ultimato nel 1567 sotto Pio V, cui si deve la doratura. Il pavimento cosmatesco presenta il motivo della colonna gentilizia di Martino V.
Il presbiterio e l'abside sono un rifacimento del tempo di Leone XIII eseguito, ripetendo le forme antiche, da Francesco Vespignani su disegno del padre Virginio (1884-86). Il mosaico (Jacopo Turriti, 1291) della semicalotta absidale fu trasportato dalla vecchia abside e restaurato: si tratta del più prezioso e venerabile mosaico di Roma.
Il transetto, completamente rinnovato nel 1597-1601 dal Della Porta per la parte architettonica e dal Cavalier D'Arpino per la parte pittorica, costituisce uno dei più rappresentativi complessi del manierismo romano di fine '500.
In fondo alla navata mediana, sotto il grande arco, si erge il pregevole tabernacolo ogivale, di tarda derivazione da Arnolfo di Cambio, eretto da Giovanni di Stefano per Urbano V nel 1367. Sotto il tabernacolo, l'altare papale, restaurato nel 1851; nella parte superiore, dietro le rose di legno dorato, è conservato l'altare ligneo dove si dice officiassero i primi papi; alla base dell'altare, entro il recinto della confessione, è il sepolcro di Martino V, con lastra tombale bronzea, fine lavoro di Simone Ghini (1443).
Il chiostro, capolavoro d'arte cosmatesca, fu costruito nel 1215-32 dai Vassalletto, come risulta dall'iscrizione sul fregio del portico di fronte. Le arcatelle poggiano su colonnine binate (alcune decorate a mosaico) di forma svariata e con differenti capitelli; la trabeazione è ricca specialmente nel fregio a mosaico e nella cornice intagliata con teste ferine sulla gronda.
Il Museo della Basilica conserva il Tesoro della Cattedrale di Roma, costituito da un ricco complesso di arredi liturgici costituitosi nel corso dei secoli. Si segnalano il reliquiario del cilicio della Maddalena, in argento ed oro dorato, della seconda metà del XV secolo, la tazza detta di San Giovanni, risalente al V secolo, ed il piviale detto di San Silvestro.