Raffaello Sanzio (1483-1520)



Raffaello Sanzio 
nasce il 6 aprile 1483 ad Urbino. Il padre, anch'egli pittore, lo spinge presto a studiare le opere di Piero della Francesca; Raffaello inizia a studiare il disegno e la prospettiva, ed il padre, accortosi del suo talento, gli procura un grande maestro, il Perugino. Nella scuola del Perugino, Raffaello elabora la delicatezza e raffinatezza tipiche delle sue opere ed insieme il gusto decorativo del Pinturicchio.

A 17 anni Raffaello lascia la bottega del Perugino con il titolo di magister, che lo abilita ad esercitare l'attività di pittore. Nel primo periodo della sua carriera realizza opere per Città di Castello: la Pala del Beato Nicola da Tolentino, lo Stendardo della Trinità. Subito dopo esegue per la famiglia Oddi la pala con l'Incoronazione della Vergine, conservata alla Pinacoteca Vaticana in Roma. Nello stesso periodo realizza per la Libreria Piccolomini di Siena, insieme al Pinturicchio, il ciclo di affreschi con Scene della vita di Pio II.

Nel 1504 esegue uno dei suoi capolavori, lo Sposalizio della Vergine, oggi alla pinacoteca di Brera a Milano. Nello stesso anno Raffaello si trasferisce a Firenze anche se continua a mantenere rapporti con la corte urbinate per la quale esegue i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro e di Elisabetta Gonzaga ed il dittico con San Michele che sconfigge Satana e San Giorgio che uccide il drago.

Nello stesso periodo Raffaello conclude 2 opere per la città di Perugia: la Pala Colonna (oggi al Metropolitan Museum di New York) e la Pala Ansidei (oggi alla National Gallery di Londra). Tra il 1505 e il 1508 esegue grandi lavori costituiti da: la Madonna del Cardellino, la Madonna del Prato e la Bella Giardiniera, dipinti in cui le figure monumentali appaiono emergere da uno sfondo di paesaggio.

L'influenza di Michelangelo, percepibile già nei ritratti dei duchi di Urbino, si ritrova  in altri lavori come il Giovane con la Mela e la Dama del Liocorno.

La fama di Raffaello arriva ben presto a Roma, dove Giulio II gli affida l'incarico di decorare le Stanze Vaticane. I lavori cominciano nel 1508 dalla stanza detta “della Segnatura” che ospita la Biblioteca Privata del Papa. Qui il Maestro dipinge i cicli della Disputa del Sacramento, della Scuola di Atene e il Parnaso. Nella stessa fase esegue altre grandi opere tra cui il Ritratto di Fedra Inghirami, la Madonna della Torre, la Madonna Aldobrandini, la Madonna della seggiola. Nella villa di Agostino Chigi dipinge il Trionfo di Galatea ispirato ad antiche architetture descritte nelle fonti letterarie.

Tra il 1511 e il 1513 esegue gli affreschi della stanza “di Eliodoro” in Vaticano, con cicli pittorici che raffigurano Eliodoro cacciato dal Tempio; poi il celebre Miracolo di Bolsena e la Liberazione di San Pietro dal carcere. Sotto Papa Leone X, alla morte del Bramante, Raffaello è scelto come architetto per la Fabbrica di San Pietro. Nel frattempo completa gli affreschi della stanza di Eliodoro con l'Incontro tra Attila e Leone Magno e comincia la decorazione della terza stanza “dell'Incendio di Borgo”. In questo torno di tempo realizza anche i bozzetti per gli arazzi destinati alla Cappella Sistina con scene tratte dagli Atti degli Apostoli. Insieme ai lavori su commissione del Papa esegue anche opere per i nobili della corte; per i Chigi disegna la cappella omonima in Santa Maria del Popolo.

Tra il 1514 e il 1516 dipinge due pale d'altare: l'Estasi di Santa Cecilia a Bologna e la Madonna Sistina. Il Papa lo nomina Conservatore delle Antichità e gli conferisce l'incarico di fare una pianta di Roma Antica di cui oggi purtroppo non ci resta più nulla. Raffaello dimostra infatti una profonda conoscenza dell’arte romana, riscontrabile in opere come la Loggia di Psiche alla Farnesina, le logge di Leone X e la loggetta in Vaticano, dove tutti gli ornati sono ispirati a modelli romani. Tra il 1518 ed il 1520 subentra l'aiuto della sua bottega: l’intervento è chiaro anche nella quarta stanza in Vaticano, “di Costantino”. Tra le ultime opere annoveriamo la Visione di Ezechiele nel Palazzo Pitti di Firenze e la Trasfigurazione alla Pinacoteca Vaticana di Roma.

Raffaello Sanzio muore a 37 anni, nel giorno del suo compleanno, il 6 aprile 1520.


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