Domenica 15 ottobre, h 21: AGLI ALBORI DI UNA CIVILTA': passeggiata del foro boario e del foro olitorio da Santa Maria in Cosmedin al teatro di Marcello
                       


L’area pianeggiante compresa tra il fiume Tevere, il Campidoglio, il Palatino e l’Aventino, rivestì nell’antichità un’importanza decisiva per le origini e lo sviluppo di Roma, ma anche prima della nascita storica dell’urbe, tra la fine del II millennio e i secoli iniziali del I millennio a.C.


Il porto commerciale di Roma, il Portus Tiberinus, era situato nella zona compresa tra i tre templi sotto la chiesa di San Nicola in Carcere ed il Tempio di Portunus, il nume tutelare del porto. Alle spalle del porto verso l’interno si estendeva la zona paludosa del Velabrum, che si insinuava nella valle compresa tra Palatino e Campidoglio fino a raggiungere la Valle del Foro Romano. I re della dinastia etrusca ebbero il merito di bonificare queste paludi attraverso la costruzione della cloaca maxima, che sfociava nel Tevere dopo aver descritto una curva subito a nord del Tempio di Ercole Olivario.

La tradizione mitologica relativa a questa area lungo il fiume Tevere, molto antica, fa riferimento alla presenza di popolazioni greche ed orientali, ben prima della fondazione di Roma da parte di Romolo: Evandro, Eracle, Enea. In particolare, l’impresa di Eracle contro il gigante Caco riflette molto bene a livello leggendario e mitologico le ostilità che dovettero incontrare i primi viaggiatori e mercanti greci dell’epoca micenea prima, e dell’VIII secolo poi, nel rapporto con le popolazioni locali. Il culto di Ercole presso l’ara maxima nel Foro Boario fu uno dei primissimi culti stranieri introdotti a Roma, e lo stesso Romolo, compresane l’importanza, decise di includere il santuario di Ercole (ora sotto la chiesa di Santa Maria in Cosmedin) nel solco primigenio.

Il nostro percorso guidato serale muove dalla Basilica di santa Maria in Cosmedin e, dopo avere illustrato i templi del foro boario, ovvero il tempio di Ercole Olivario ed il Tempio di Portunus, si dirige verso la basilica di san Giorgio al Velabro, dove parleremo dell'arco degli Argentarii; da lì proseguiremo alla volta dell'area sacra di sant'Omobono con resti dei templi arcaici di Fortuna e Mater Matuta, e poi, facendo una nuova tappa alla basilica di san Nicola in Carcere nel cuore del foro Olitorio con i tre templi repubblicani di Giano, Spes e Iuno Sospita, concluderemo al teatro di Marcello.

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento in Piazza Bocca della Verità di fronte alla basilica di santa Maria in Cosmedin; termine al Teatro di Marcello; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni.

Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

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