
La Galleria Doria Pamphili, alloggiata nell’omonimo palazzo affacciato sul Corso, capolavoro del Valvassori della prima metà del ‘700 (uno tra i pochissimi palazzi di Roma ancora occupati dalle antiche famiglie che conservano intatto il loro patrimonio di arredi ed opere d’arte), nasce dall’istituzione da parte di Papa Innocenzo X Pamphili del fidecommesso a favore del nipote Camillo, che dette avvio alla costituzione di una delle più cospicue raccolte d’arte private.
Nella collezione, già accresciuta da oculati acquisti (Caravaggio, Rubens, Bernini, Algardi, opere di scuola emiliana e di ambito classicista), confluirono, in seguito al matrimonio con Olimpia Aldobrandini, le opere di scuola ferrarese e veneta che costei aveva quale unica eredità dello zio, il cardinale Pietro, mentre al cardinale Benedetto Pamphili si deve la costituzione del prestigioso gruppo della pittura fiamminga.
Con l’estinzione del ramo Pamphili la collezione passò ai Doria Pamphili, trasferitisi qui da Genova nel 1760, i quali la arricchirono di quadri (Sebastiano del Piombo, Bronzino) e della stupenda serie di arazzi; alla fine dell’Ottocento il principe Alfonso completò la raccolta con il gruppo dei “primitivi”.
Nella Galleria Doria Pamphili, molto indicata per una visita didattica scolastica di una mattinata, potremo ammirare capolavori come il Ritratto di Innocenzo X di Diego Velàzquez, il Riposo durante la fuga in Egitto e la Maddalena penitente del Caravaggio, il San Girolamo di Lorenzo Lotto, il Busto di Olimpia Maidalchini Pamphili opera di Alessandro Algardi ed altre magnifiche opere.