Gli oratori del monastero di San Gregorio al Celio



PROSSIMA VISITA GUIDATA: DATA DA DESTINARSI.... Appuntamento all'ingresso della chiesa di san Gregorio al Celio; pren. obbl.; durata 1 ora e 30'; costo ingresso + visita guidata euro 14 a persona per gli adulti, euro 7 per i minori di 18 anni, gratis sotto gli 8 anni.

Prenotazioni: 0661661527; 3669430785; segreteria@amicidiroma.it.

In età imperiale il versante del colle Celio rivolto verso il Palatino era notevolmente urbanizzato e percorso da alcune strade. Il clivus Scauri, che costituiva l'asse stradale principale, era tagliato dal Vicus Trium Ararum; lungo questo itinerario si aprivano tabernae, i cui avanzi si trovano oggi sotto l'oratorio di Santa Barbara (ed è da sottolineare il fatto che le tre are pagane siano state sostituite nei secoli da tre oratori cristiani). Nel tardo impero la zona inizialmente popolare, caratterizzata da insulae con tabernae al pianterreno, fu trasformata progressivamente in zona residenziale con la costruzione di domus patrizie in luogo delle precedenti insulae.

Nelle domus degli Anicii iniziarono ad essere fondati già dagli inizi del IV secolo luoghi di culto cristiano a carattere privato, finché sopra di esse fu costruita la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo, sotto la quale sono ancora visibili le cosiddette “Case romane del Celio”.

Nel VI secolo papa Gregorio I, della gens Anicia, eresse alla fine del clivus Scauri un monastero, in cui dimorò a lungo, e nel 575 un piccolo oratorio dedicato a Sant'Andrea. Dopo la morte di Gregorio Magno il monastero cadde in abbandono. Papa Gregorio II (715-731) fece ripristinare il monastero e costruire l'edificio attuale. Per la sua importanza e per la notevole antichità, la Chiesa di San Gregorio al Celio è una delle più venerate dal popolo romano. Essa ricorre anche in un modo di dire proverbiale che vale la pena citare: “So' finite le messe a San Gregorio”. L'espressione sta per: "la pacchia è finita". Secondo la spiegazione più comune, il modo di dire deriva dal privilegio anticamente concesso alla Chiesa di San Gregorio di dir messa un'ora dopo mezzogiorno, per permettere ai ritardatari di parteciparvi: dopo quella, non c'erano altre messe.

L'area dei tre oratori subito a sinistra della chiesa di San Gregorio, oggetto specifico della nostra visita guidata, include anche le rovine della  Biblioteca di Agapito e alcune strutture di età imperiale probabilmente riconducibili a tabernae; uno di questi importanti ambienti mostra elementi che hanno fatto ipotizzare un punto d'incontro e di preghiera clandestina dei primi cristiani ed una vasca battesimale.

Oratorio di Sant'Andrea. L'oratorio presenta affreschi della Flagellazione di sant'Andrea del Domenichino, restaurato da Carlo Maratta; un Santi Pietro e Paolo ed un Sant'Andrea al Tempio di Guido Reni. Inoltre una Vergine con i santi Andrea e Gregorio del Pomarancio; Santa Silvia e san Gregorio di Giovanni Lanfranco.

Oratorio di Santa Silvia. E’ dedicato alla madre di San Gregorio e probabilmente è situato sopra la tomba della santa. La statua di Santa Silvia è di Nicola Cordieri e fu eseguita con la supervisione di Michelangelo. Questo oratorio ospita gli affreschi Concerto degli Angeli di Guido Reni, San Damiano di Francesco Mancini (1679-1758) ed un David e Isaia di Badalocchio.

Oratorio di Santa Barbara. Questo oratorio ospita affreschi di Antonio Viviani (1602) e la statua di San Gregorio di Nicolò Cordieri. Qui si trova anche il famoso triclinium pauperum, la mensa dove San Gregorio di persona serviva ogni giorno il pranzo a 12 poveri di Roma. La pesante lastra marmorea è legata alla leggenda secondo la quale un angelo un giorno si sedette alla tavola vestito da povero e dopo aver mangiato scomparve all’improvviso. L’uso di evitare il numero di 13 commensali a tavola deriva in origine dal rispetto religioso verso l'angelo, non volendo ripetere ciò che era miracolosamente accaduto per volontà divina, ma, in seguito, l’usanza prese il significato negativo di malaugurio o sfortuna.

Info e prenotazioni per la visita guidata degli oratori di san Gregorio: 0661661527; 3669430785; segreteria@amicidiroma.it.

(testo tratto da Roma insolita e segreta, a cura della casa editrice Jonglez, 2010).


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