
L'edificio custodiva le tabulae di bronzo su cui erano trascritti i “senatusconsulta” e le “leges rogatae”: era dunque l’archivio dello Stato di Roma. Fu realizzato nel 78 a.C. dal console Q. Lutazio Catulo, incaricato dal Senato di ricostruire gli edifici pubblici bruciati nell'incendio dell'83 a.C.
L'edificio, la cui maestosa facciata domina il panorama del Foro romano, si erge su un alto basamento largo 73 metri, costruito in opus quadratum di blocchi di tufo dell'Aniene e di peperino. Nel basamento si apriva originariamente un ingresso, in seguito obliterato dal podio del Tempio di Vespasiano e Tito, oltre il quale saliva una scalinata che conduceva ad alcuni ambienti situati al primo piano, utilizzati come carcere nel Medioevo.
Ancora più sopra correva un lungo ambulacro diviso in settori: ognuno di questi ambienti era sovrastato da una volta a crociera e si apriva verso il Foro con arcate inquadrate da semicolonne doriche: oggi ne sono aperte soltanto tre, ma in origine dovevano essere dieci, individuabili grazie alla posizione delle basi delle semicolonne. Sopravvivono anche frammenti del sovrastante fregio a metope e triglifi, al di sopra del quale si sviluppava certamente un secondo livello porticato con colonne corinzie di travertino, i cui resti, rinvenuti ai piedi della costruzione, sono ora collocati presso il Portico degli Dei Consenti.
Il Tabularium rappresenta uno degli esempi più eloquenti dell'architettura repubblicana del periodo compreso tra la metà del II secolo ed il I secolo a.C. L'angolo S-W forma una rientranza dovuta alla necessità di salvare un edificio preesistente, rinvenuto nel 1939: si tratta infatti del tempietto di Veiovis, divinità minore del pantheon romano, risalente al 192 a.C., anche se la costruzione ora visibile è dovuta ad un rifacimento del I secolo a.C.
Nel Medioevo il Tabularium fu riutilizzato dalla famiglia romana dei Corsi come fortilizio, con l’aggiunta di alcune torri. Nel XII secolo fu eletto a sede del Comune di Roma, che lo trasformò in una sorta di castello con torri e merlature, aspetto reso ancora più impressionante tra il 1393 ed il 1453 con la costruzione delle torri ad opera di Bonifacio IX, Martino V e Niccolò V.
Già dal XII secolo pertanto il Tabularium era divenuto il nuovo Palazzo Senatorio, usato anche come prigione: sulla scalinata di accesso venivano inoltre eseguite le condanne a morte. Nel 1536 venne realizzata l’attuale sistemazione del Palazzo, a seguito del progetto di Michelangelo di realizzare la nuova Piazza del Campidoglio, verso la quale l’artista rivolse la facciata del Palazzo Senatorio, ruotandola di 180 gradi rispetto alla posizione avuta fino ad allora.