Il Tempio di Vespasiano e Tito



E’ situato ai piedi della rupe capitolina; fu iniziato sotto Tito e terminato da Domiziano; viene ricordato per la prima volta dalle fonti letterarie nell'87 d.C. La dedica originaria si riferiva al solo Vespasiano, ma il tempio fu completato solo dopo la morte del figlio e successore Tito, anch’egli divinizzato e denominato quindi divus Titus.

L'iscrizione di dedica, ora in parte perduta, fu trascritta interamente nell'VIII secolo da un pellegrino chiamato "Anonimo di Einsiedeln" e si riferisce ad un restauro di epoca severiana. Il restauro dovette essere alquanto limitato, dato che la gran parte degli elementi superstiti sono proprio di età flavia. Il tempio fu dedicato non solo a Vespasiano ma anche a Tito, e raggiunse il suo aspetto finale solo all'epoca di Domiziano.

Da una veduta di Domenico Ghirlandaio si può inferire che già agli inizi del XVI secolo il tempio era in condizioni simili a quelle odierne, con le sole 3 colonne dell'angolo destro della facciata in situ. Nel XIX secolo il progressivo interro aveva quasi raggiunto i capitelli, quando gli scavi del 1811 ad opera di G. Valadier liberarono i resti dell'edificio, consentendo di recuperare parti della trabeazione, ora ricomposte all'interno del Tabularium (vi si accede dai Musei Capitolini).


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