Cosa fare di sera a Roma
Venerdi 26 maggio, h 20: ROMA SOTTERRANEA: il Castellum Aquae dell'acquedotto Vergine sotto l'ex cinema Trevi - APERTURA IN ESCLUSIVA

 

                       


Secondo quanto scritto dal Curator Aquarum Sesto Giulio Frontino nel 97 d.C., gli acquedotti rappresentano "la più alta manifestazione della grandezza di Roma". Tra tutti, l'unico ad aver funzionato ininterrottamente per ben venti secoli è l'acquedotto Vergine, realizzato per volere di Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, nel 19 a.c. per alimentare le sue terme in Campo Marzio.

La visita guidata si svolge in un ambiente dal fascino unico. Essa ci permetterà di ripercorrere idealmente parte del percorso urbano dell'acquedotto, che avrà inizio in vicolo del Puttarello, dove alcuni recenti lavori di restauro, che hanno interessato l'area dell'ex Cinema Trevi, hanno portato alla luce alcune testimonianze archeologiche sotterranee relative all'antico tratto stradale denominato vicus Caprarius.

Tra le attuali via di San Vincenzo e via del Lavatore si estendeva infatti un caseggiato, articolato in due edifici distinti. Nell'edificio a nord si può riscontrare la presenza di un'insula di epoca neroniana, articolata su tre piani che dopo alcune trasformazioni, databili tra la prima metà del II secolo d.C. e l'età di Marco Aurelio, intorno alla metà del IV secolo d.C.  fu trasformata in una lussuosa domus (le cui testimonianze sono documentate nel locale Antiquarium).

L'edificio a sud visibile all'interno del sotterraneo, che in origine doveva svolgere una funzione pubblica, si caratterizza  per la presenza di ampi vani coperti con volte a botte. Venne trasformato in epoca adrianea in un grande serbatoio idrico con una capacità di circa 150.000 litri, ed è oggi identificato con il Castellum Aquae dell'acquedotto Vergine.

                                       

Uscendo dal sotterraneo dell’ex Cinema Trevi  continueremo alla volta della celeberrima fontana, dove, oltre ad ammirare uno dei luoghi più suggestivi ed emozionanti della città eterna, ci soffermeremo sull'origine leggendaria del nome del l'acquedotto Vergine, sapientemente narrata nei bassorilievi che ornano la fontana. Continueremo la nostra passeggiata in direzione di via del Nazareno, dove si può osservare un bel tratto dell’acquedotto con tre arcate superstiti in blocchi di travertino. Continuando in direzione di via Capo le Case proseguiremo per piazza di Spagna; ci soffermeremo in vicolo del Bottino, la cui toponomastica ricorda la non lontana piscina limaria dell'acquedotto, per concludere la nostra visita davanti alla popolarissima fontana della Barcaccia, anche questa alimentata dall’Aqua Virgo.

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento alla fontana di Trevi, di fronte alla Chiesa dei santi Vincenzo ed Anastasio. Quota di partecipazione euro 14 intero, euro 10 rid. sotto i 18 anni, gratis sotto 5 anni.

Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 
0692939974; 0661661527; 0766840578 cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.


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Venerdi 26 maggio, h 20: I MUSEI VATICANI, LE STANZE DI RAFFAELLO E LA CAPPELLA SISTINA - SENZA FILA con opzione aperitivo
                         


Per circa quattro secoli i Papi hanno svolto un importantissimo ruolo di mecenati e profondi conoscitori d'arte; il risultato è stata una delle più grandi collezioni al mondo di arte classica e rinascimentale.

Nei Musei Vaticani sono esposte le più celebri opere dell'antichità venute alla luce in Italia, tra cui il Gruppo del Laocoonte, scoperto nel 1506 sull'Esquilino, l'Apollo del Belvedere ed il celebre bronzo etrusco noto come il Marte di Todi. Nel corso del Rinascimento alcune sale degli splendidi palazzi furono decorate con eccezionali cicli di affreschi, come la Cappella Sistina, le stanze di Raffaello e l'appartamento Borgia. Gli edifici che ospitano i Musei Vaticani erano i palazzi rinascimentali costruiti per grandi papi come Sisto IV e Giulio II; i lunghi cortili e le gallerie che collegano il Palazzo del Belvedere di Innocenzo VIII agli altri edifici, sono stati progettati dal Bramante per Giulio II.

La maggior parte degli ampliamenti successivi fu realizzata nel XVIII secolo, quando le inestimabili opere d'arte furono esposte per la prima volta.

Modalità di svolgimento e tempi di percorrenza della visita guidata.

La visita guidata dei Musei Vaticani si svolge lungo un percorso che comprende nella parte conclusiva la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello, la cui visita non può certo essere mancata:

1. Cortile della Pigna;
2. Gabinetto dell'Apoxyomenos;
3. Cortile Ottagono (Gruppo del Laocoonte, Apollo del Belvedere);
4. Museo Pio-Clementino (Sala a Croce Greca, Sala Rotonda, Sala delle Muse, Sala degli Animali);
5. Galleria dei Candelabri;
6. Galleria degli Arazzi;
7. Galleria delle Carte Geografiche;
8. Galleria e Cappella di S.Pio V;
9. Sala Sobieski;
10. Stanze di Raffaello:
11. Cappella Sistina.

La durata del percorso è di 2 ore e 30'.

Appuntamento 15' prima all'ingresso dei Musei Vaticani in Viale Vaticano snc; quota di partecipazione euro 32 adulti, euro 22 minori di 18 anni, gratis sotto 6 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

PER CHI DESIDERA PARTECIPARE ANCHE ALL'APERITIVO PRIMA DELLA VISITA GUIDATA, L'APPUNTAMENTO E' ALLE ORE 19 ALL'INGRESSO DEI MUSEI VATICANI. LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DELLA VISITA GUIDATA CON APERITIVO E': ADULTO, EURO 40; MINORE DI 18 ANNI, EURO 30; SOTTO 6 ANNI: EURO 8.

                                         

SI PRECISA CHE ALLO SCOPO DI EVITARE CODE, NOI ACQUISTEREMO I BIGLIETTI ONLINE PER L'INGRESSO AI MUSEI 48 ORE PRIMA DELLA VISITA GUIDATA. POICHE' I MUSEI VATICANI NON CI RIMBORSANO I BIGLIETTI EMESSI, IN CASO DI ASSENZA DEL PARTECIPANTE NON COMUNICATACI IN TEMPO UTILE (ALMENO 3 GIORNI DI ANTICIPO), SAREMO COSTRETTI A CHIEDERE IL RIMBORSO INTEGRALE DELLA QUOTA DI PARTECIPAZIONE.

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Sabato 27 maggio, h 18,30: ROMA NASCOSTA: passeggiata guidata dall'Isola Tiberina al Ghetto Ebraico
                        


Il percorso guidato si snoda tra l’isola Tiberina e il Ghetto ebraico, in una delle zone di Roma dall’atmosfera più intima e magica.

Situata nel cuore di Roma ed unita alla terraferma da due ponti, il Ponte Fabricio e il Ponte Cestio, l’Isola Tiberina, con la sua caratteristica posizione al centro del fiume, è una vera attrazione verso l'imbrunire, con la romantica cornice del Tevere tra i riflessi del tramonto. L’isola fa parte del Rione XII, Ripa. E’ celebre per avere ospitato in epoca repubblicana romana il Tempio di Esculapio, il dio greco della medicina, e al giorno d’oggi è ancora fortemente collegata alla sfera medica poiché è sede di ben due ospedali, il Fatebenefratelli o San Giovanni Calibita, di istituzione cinquecentesca, e l’Israelitico.

Dall’isola Tiberina attraversando Ponte Fabricio, ponte romano costruito nel 62 a.C. dal Curator Viarum Lucius Fabricius e ancora perfettamente integro, si passa nel “serraglio” degli Ebrei.

                    

Sebbene situato in una zona centralissima di Roma, il Ghetto ebraico, piccola città nella città, rimane una meta turisticamente poco conosciuta e “di nicchia”. La visita al quartiere, suggestiva e nello stesso tempo toccante, si snoda nell’area occupata a partire dal XVI secolo dal nucleo di ebrei provenienti dalle altre zone di Roma, dall'intera Italia e dalla popolazione in fuga dalla Spagna.

Nel 1555 Papa Paolo IV, in un clima di decisa reazione alla Riforma Protestante e di feroce inasprimento di tutte le persecuzioni contro le eresie e le spinte disgregatrici della Chiesa, costituì il Ghetto di Roma ed emise la bolla cum nimis absurdum, che obbligava gli ebrei a vivere in un’area ben precisa e prevedeva una serie di odiose norme, tra cui quella di indossare un segno distintivo di colore giallo. L’area occupata dal Ghetto era davvero esigua: non più di tre ettari, dalla attuale Via del Portico d'Ottavia fino a Piazza delle Cinque Scole e al fiume Tevere, all'epoca privo dei muraglioni. Le condizioni di vita erano disumane, con un incredibile sovraffollamento all’interno di abitazioni umide e buie, ed il pericolo costante delle piene del Tevere. Quello di Roma fu l'ultimo Ghetto a essere abolito in Europa Occidentale, soltanto nel 1883.

Visiteremo i principali monumenti dell’area, come il Portico D’Ottavia, dove un tempo era il foro piscatorio ovvero il poverissimo mercato del pesce, e la piazza Mattei con la famosa Fontana delle Tartarughe, dando uno sguardo ai locali che propongono la tipica cucina ebraica romanescakosher rappresentata magistralmente da piatti come i carciofi alla giudia o il tortino di alici ed indivia.

Ripercorreremo però con la memoria anche le vicende più tristi e le macchie incancellabili della città, come il rastrellamento e la conseguente deportazione degli Ebrei, avvenuti il 16 ottobre 1943 durante l’occupazione tedesca.

Non ci resta quindi che augurarvi… Shalom aleichem!

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento all'isola tiberina di fronte alla Basilica di san Bartolomeo; termine a Piazza delle Cinque Scole; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0661661527; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

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Sabato 27 maggio h 20,30: Mostra alle scuderie del Quirinale: Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna

 

            

Appuntamento alle 20,30 all'ingresso delle scuderie del Quirinale, nell'area riservata ai gruppi (non mettersi in coda); la nostra guida sarà riconoscibile con un cartello ROMOLO E REMO. Quota di partecipazione comprensiva di servizi guida,  ingresso SENZA FILA e noleggio whisper: intero euro 20, euro 12 per i minori di 14 anni, gratis sotto 6 anni. Pagamento in loco, in contanti alla guida.

(Durata visita guidata 1 h e 15').

La mostra presso le SCUDERIE DEL QUIRINALE, a cura di Gonzalo Redín Michaus, è una co-organizzazione italo-spagnola e presenta per la prima volta in Italia le opere di Patrimonio Nacional, istituzione pubblica che tutela e valorizza il patrimonio artistico nella disponibilità della Corona.
 
Attraverso una straordinaria selezione di capolavori artistici, la mostra riflette gli strettissimi legami politici e culturali intercorsi tra i due Paesi nel XVII secolo, periodo in cui il collezionismo spagnolo di arte italiana rilancia la tradizione iniziata nel Cinquecento con Carlo V. In questo quadro culturale, le figure di Caravaggio e di Bernini rappresentano i cardini su cui si sviluppano rispettivamente la prima e la seconda metà del secolo, tra Naturalismo, Classicismo e Barocco.
 
Simbolo di questo scambio sono due tra i capolavori in mostra: la 'Salomè' con la testa del Battista di Caravaggio (Madrid, Palacio Real), di cui il recente restauro ha rivelato l’eccezionale qualità pittorica, e 'La tunica di Giuseppe' di Diego Velázquez, dall’Escorial. Moltissime altre opere, come il Crocifisso del Bernini (proveniente dal Monastero di San Lorenzo dell’Escorial e raramente accessibile al pubblico), sono state commissionate o acquistate dai mandatari del re. Altre ancora sono state comprate dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia, alla morte dei quali sono andate ad accrescere le collezioni reali: è questo il caso della 'Salomè' di Caravaggio. In altri casi, le opere in mostra costituirono i doni diplomatici da parte di principi e governatori della Penisola al fine di ingraziarsi protezione e favori: è questo il caso di due tra i dipinti più spettacolari in mostra, 'Lot e le figlie' di Guercino e 'La conversione di Saulo' di Guido Reni, donati a Filippo IV dal principe Ludovisi per garantire la protezione spagnola sul minuscolo Stato di Piombino.
 
Un altro riflesso di questo interesse è l’invito a lavorare a corte rivolto ai maestri italiani, come è avvenuto a Luca Giordano, attivo in Spagna per ben dieci anni. Viceversa, lo spagnolo José de Ribera giunge a Roma nel 1606 e trascorre la maggior parte della sua vita a Napoli; Ribera è presente in mostra con cinque capolavori tra cui il celebre e magnifico 'Giacobbe e il gregge di Labano'.
 
Nel 1819 il re Ferdinando VII istituisce il Museo Real – in seguito Museo del Prado– dove sono state raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali. Le opere che non sono state trasferite nel museo, sono rimaste nelle residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti Reales Sitios.
 
Nel 1865 la regina Isabella II rinuncia alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cede la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional: è da questo straordinario fondo collezionistico, tutt’oggi sottoposto alla sua tutela, che i capolavori oggi presentati a Roma sono stati selezionati sulla base del loro eccezionale valore artistico e storico.

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Sabato 27 maggio, h 21,30: Passeggiata guidata serale Spettri ed Anime inquiete per le vie di Roma
                     


Fra storia, leggenda e fantasia, un viaggio tra i fantasmi che popolano la Città Eterna. Presenze occulte, molte delle quali femminili, dalla vita tormentata, che di notte ancora amano frequentare i luoghi che li videro protagonisti in vita, rendendoli ancora più suggestivi e affascinanti.

Un itinerario insolito e curioso, da piazza San Pietro al Pantheon, sulle orme dei fantasmi romani.

La basilica di San Pietro, il fantasma di Giulio Cesare e la colonna degli spiritati – La leggenda del fantasma di Giulio Cesare risale alla Roma imperiale. Il ricordo di Cesare, è legato anche ad un luogo insolito: piazza San Pietro. Fino al 1585 infatti, sulla cima dell’obelisco che orna la piazza si trovava un globo dorato all’interno del quale erano conservate, secondo la tradizione, le ceneri del grande condottiero, fonti di leggende e suggestioni.

All’interno della basilica si trova, invece, la colonna degli ossessi proveniente dal tempio di Salomone e così detta perché anticamente vi si legavano gli ossessi mentre venivano esorcizzati. È forse questa antica tradizione che ha generato la lunga serie di leggende relative a fantasmi che ancora oggi aleggerebbero all’interno della basilica di San Pietro.

Castel Sant’Angelo e i fantasmi di Beatrice Cenci e di Mastro Titta – A Castel Sant’Angelo sembra si aggirino molti fantasmi: oltre a quelli dei numerosi condannati a morte, i cui lamenti ancora si levano dalle antiche pietre del Castello, il più famoso è sicuramente quello di Beatrice Cenci. Giovane e bella nobildonna romana, Beatrice fu condannata a morte per l’uccisione del padre, uomo violento che la sottoponeva a costanti abusi. Fu decapitata la mattina dell’11 settembre 1599 nella piazza di Castel Sant'Angelo gremita di folla (tra i presenti anche Caravaggio) e su ponte Sant’Angelo si dice che il suo fantasma compaia ancora, ogni anno, puntualmente, nella notte tra il 10 e l’11 settembre.

Nei dintorni di Castel Sant’Angelo, tutte le mattine alle prime luci dell’alba, avvolto nel suo manto scarlatto da lavoro, ama passeggiare anche Mastro Titta, il boia più famoso di Roma, che dal 1796 al 1864 portò a termine ben 516 supplizi.

Piazza Navona e i fantasmi di Costanza De Cupis e di Donna Olimpia Pamphilj – Anche piazza Navona, gioiello dell’epoca barocca, è interessata da “strane apparizioni”. Costanza De Cupis, nobildonna romana la cui presenza infesta il palazzo di famiglia sulla piazza, era particolarmente ammirata in città per la bellezza delle sue mani. Le fu però predetto che le avrebbe perse presto. Infatti un giorno mentre ricamava si punse un dito con l’ago e per la ferita infetta subì l’amputazione di una mano ma, nonostante questo, subito dopo morì. Da allora, nelle notti di luna piena, dietro il vetro di una finestra del palazzo, si vedrebbe la sagoma di una bianchissima mano.

Al ricordo di Donna Olimpia, potente cognata di Innocenzo X, è invece legato palazzo Pamphilj, sua residenza per anni. Da lì Olimpia regnava come una vera regina, ignorando le maldicenze del popolo romano che la accusava di essere l’amante del papa e la chiamava con disprezzo la Papessa o la Pimpaccia. Secondo la leggenda, nelle notti di pessimo tempo, una carrozza trainata da cavalli con occhi di fuoco con a bordo Donna Olimpia partiva a tutta velocità da villa Pamphilj, attraversava ponte Sisto e spariva poi improvvisamente proprio all’altezza di piazza Navona.

Pantheon – Anche la storia del Pantheon è legata ad eventi “soprannaturali”. Il Tempio di tutti gli dei nacque proprio a seguito di una visione avuta dal prefetto Marco Vipsanio Agrippa prima di guidare l’esercito romano in Persia. In seguito, nel 608, l’imperatore Foca ne fece dono a papa Bonifacio IV. Quando il 13 maggio del 609, il Pantheon venne trasformato nella chiesa di Santa Maria ad Martyres, all’atto della benedizione, alle note del Gloria in excelsis, schiere di diavoli atterriti, che da secoli vi abitavano indisturbati, si sarebbero alzati in volo, per uscire dall’apertura della cupola e non tornare mai più.

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento all'edicola sotto il colonnato destro di Piazza san Pietro, all'angolo con via di Porta Angelica; termine al Pantheon; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; 0661661527; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

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Sabato 27 maggio, h 21,30: Passeggiata dal Campidoglio lungo i fori imperiali illuminati di notte fino al Colosseo

                       

Il cuore monumentale di Roma, carico di storia millenaria, risplende nella notte con il nuovo impianto di illuminazione.

Piazza del Campidoglio 
- Il percorso ha inizio in piazza del Campidoglio, l’antica acropoli dove risuonarono nel cuore della notte le grida dei Galli invasori e dove una fanciulla colpevole di alto tradimento fu gettata dalla rupe che da lei prende il nome, in fondo al burrone dove precipitavano i cadaveri dei reietti della società. La piazza oggi si mostra in tutto il suo mirabile equilibrio rinascimentale, grazie alla completa riprogettazione promossa dal Papa Paolo III Farnese e realizzata niente di meno che dal Maestro di tutti i tempi, Michelangelo.

La terrazza sul Foro Romano, il cuore della Roma repubblicana – Dal Campidoglio ci soffermeremo ad ammirare, estasiati, le rovine imponenti di quello che fu un tempo il cuore pulsante di vita della città antica, il foro romano, sviluppatosi a partire dal VII secolo a.C. ed in uso fino alla caduta dell’Impero romano. I resti dei più importanti edifici come il tempio di Saturno, la Curia, l’arco di Settimio Severo, il tempio dei Dioscuri, affiorano dalle tenebre della notte e del passato grazie alla suggestiva illuminazione a luce diffusa, che ci offrirà uno spettacolo davvero unico.

Il foro di Traiano, il foro di Augusto, il foro di Nerva e di Vespasiano – Scendendo dal Colle Capitolino proseguiremo il nostro percorso lungo Via dei Fori Imperiali, soffermandoci in primo luogo su quel documento di eccezionale importanza dell’arte celebrativa ufficiale romana che è la Colonna di Traiano, eretta a imperitura testimonianza delle grandi imprese militari condotte da Traiano in Dacia agli inizi del II secolo d.C. Proseguiremo poi alla volta del foro di Augusto, dove un tempo, tra due esedre rivestite di ricchi marmi policromi, svettava la mole del Tempio di Marte Vendicatore, eretto da Ottaviano Augusto dopo la vittoria di Filippi. Segue il foro di Nerva, il cui Tempio sacro a Minerva, eretto dall’imperatore Domiziano, fu spogliato di tutti i suoi marmi e quindi raso al suolo da Papa Paolo V Borghese agli inizi del XVII secolo, per ricavare il materiale necessario per costruire il fontanone dell’Acqua Paola sul Gianicolo!

Nel punto in cui l’attuale via Cavour incrocia Via dei Fori Imperiali, filo conduttore della nostra passeggiata, attraverseremo quel che resta del grande foro costruito dall’Imperatore Vespasiano con i proventi derivanti dal bottino della Guerra Giudaica e dalla conquista di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C. 

L’Anfiteatro Flavio, simbolo dell’eternità di Roma – “Roma vivrà finché il Colosseo sarà in piedi, e quando questo crollerà, Roma e il mondo intero crolleranno insieme ad esso”. Così risuonavano agli inizi del Medioevo, tra le gradinate del grande anfiteatro ormai deserte e spazzate dal vento, le parole sinistre ed inquietanti della profezia del venerabile Beda, un monaco vissuto tra il VII e VIII secolo autore della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum, che gli valse il titolo di Padre della Storia Inglese.

Ma almeno per ora il Colosseo, unico ed autentico simbolo di Roma e del suo destino di eternità, non mostra il benché minimo cenno di resa, e si offre alle nostre peregrinazioni notturne in tutta la sua maestosità. E’ qui che concluderemo il nostro itinerario serale, lasciandoci incantare dalle storie di atroci combattimenti fra gladiatori e da tante altre leggende e misteri legati al monumento più famoso della storia dell’uomo!

Durata 1 h e 30'.

Appuntamento in Piazza del Campidoglio presso la statua di Marco Aurelio; quota di partecipazione euro 10 adulti, euro 5 minori di 18 anni, gratis sotto 10 anni. Per informazioni e prenotazioni chiamare i nn. 0692939974; 0661661527; 0766840578; cell. 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.


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