Il Colle Palatino



Il Colle Palatino, ubicato tra il Velabro ed il Foro Romano, conserva le più antiche vestigia di Roma.

Alto circa 54 metri, guarda da un lato sul Foro Romano e dall'altro sul Circo Massimo. L'ingresso attuale è in Via di San Gregorio, al n. 30.

La leggenda situa le origini di Roma sul Palatino. Infatti, scavi recenti hanno dimostrato che i primi insediamenti sul colle risalgono all’XI-X secolo a.C. circa: un villaggio capannicolo di pochi ettari, circondato dalla palude del Velabro, dal quale era possibile controllare il sottostante Tevere. Questo primo agglomerato di capanne è la "Roma quadrata", così denominata dagli storici antichi per la forma irregolarmente romboidale dell’area ricoperta: i suoi limiti erano all’Ara Maxima di Ercole nel Foro Boario, all’Ara del dio Consus presso il Circo Massimo, alle Curiae Veteres alle pendici del Palatino rivolte verso la Velia e al Santuario dei Lari presso il foro.

Secondo la mitologia classica, il Palatino, o più esattamente l’area paludosa che collegava il Palatino al Campidoglio, chiamata Velabro, fu il luogo dove Romolo e Remo furono rinvenuti dalla Lupa che li allattò nella "Grotta del Lupercale", solo recentemente (2007) localizzata presso la Casa di Augusto. Secondo la leggenda, il pastore Faustolo trovò i gemelli divini (figli di Rea Silvia e del dio Marte) e li allevò con l'aiuto di sua moglie Acca Larentia.

Quando Romolo, divenuto adulto, decise di fondare una nuova città, sceglie proprio il Palatino, in opposizione allo sconfitto Remo, che voleva fondare la nuova città sull’Aventino.

Gli imperatori romani da Augusto in poi edificarono le loro residenze ufficiali sul Palatino. Le vestigia della Casa di Augusto e dei sontuosi palazzi di Tiberio e dei Flavi, con lo Stadio per spettacoli privati offerti dagli imperatori, sono ancora visibili e interamente visitabili.

Augusto aveva comprato la casa dell'oratore Quinto Ortensio Ortalo, ubicata accanto alla cosiddetta "Casa di Romolo" (ancora esistente, secondo la tradizione), la allargò con l'acquisto di abitazioni vicine e vi dimorò per 40 anni senza tuttavia farne un lussuoso palazzo. Una parte della domus era riservata alla moglie Livia: la cosiddetta "Casa di Livia". Delle due residenze, oggi si possono visitare solamente alcune stanze di rappresentanza della Casa di Augusto, decorate da splendidi affreschi recentemente restaurati, mentre il resto del complesso è tuttora in restauro. Accanto alla propria residenza Augusto costruì tra il 36 ed il 28 a.C. il tempio di Apollo Palatino, circondato da un ampio portico e sale per biblioteche.

I successivi ingrandimenti della residenza imperiale sono dovuti a Tiberio e a Caligola: si tratta della Domus Tiberiana, sul versante del Palatino che guarda verso il Foro Romano. In seguito Nerone aveva fatto costruire sul Palatino la Domus Transitoria, prima di edificare il ben più ricco complesso della sua Domus Aurea dopo l’incendio del 64 d.C. Seguono in ordine di tempo la Domus Flavia e la Domus Augustana con lo Stadio, ancora oggi molto ben conservato, ed infine il Palazzo di Settimio Severo.

In epoca moderna il Palatino fu proprietà dei Farnese e fu occupato dagli Horti Palatini Farnesiorum, o Giardini Farnesiani, ancora parzialmente conservati sopra i resti della Domus Tiberiana: vi lavorarono i più validi architetti dell’epoca, come il Vignola, Jacopo del Duca e Girolamo Rainaldi.


La visita guidata al Palatino si può svolgere sia separatamente, sia nel contesto dell'Itinerario n. 1, del Foro Romano. Durata della visita del solo Palatino: 1 ora e mezza; con il Foro Romano: due ore e mezza circa.
Biglietto unico Palatino + Foro Romano + Colosseo: € 12,00. Gratuito per minori di 18 e maggiori di 65 anni.


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